Illuminatore della parabola

Un problema serio è costituito dal fatto che una antenna non ha solo il lobo di radiazione desiderato (lobo principale) ma anche una serie di lobi secondari che rendono l'antenna sensibile a segnali provenienti da altre direzioni. In particolare, un radiotelescopio che osserva settori di cielo con temperature di pochi gradi Kelvin, non dovrebbe avere lobi secondari che puntano verso la Terra che equivale ad un corpo nero a 290°K. Il fenomeno dei lobi secondari viene limitato illuminando meno intensamente i bordi dello specchio (modo tapered) e minimizzando le ostruzioni dell'apertura, cioè il subriflettore ed i sostegni.

 

Antenna per i 2,4 ghz

 

 

Benvenuti, nella sezione antenne con questa breve panoramica riservata ai trasduttori;

La prima antenna fu inventata da Hertz ed ha la forma indicata in figura.

Oggi l'antenna che porta il suo nome è molto usata, ad esempio nei trasmettitori e ripetitori per cellulari e per sistemi radiotelevisivi, spesso non da sola, ma in cortine.

La lunghezza di ognuno dei due stili è, in prima approssimazione, l/4 , o meglio, tenendo conto di un fattore correttivo del 5% in meno, è il 95% di l/4.
L'antenna marconiana, che prende il nome da Guglielmo Marconi, ha invece uno stilo a massa ed un altro lungo l/4, o, se si vuole essere più esatti, il 95% di l/4

L'antenna hertziana ha resistenza di radiazione uguale a 73 W, mentre quella marconiana ha resistenza di radiazione uguale a 36,5 W.

 

 

 


L'antenna Yagi - Uda, indicata a destra, è costituita da un dipolo ripiegato che funge da ricevitore, da uno stilo che funge da riflettore, da alcuni stili che fungono da direttori.

La sua direttività ed il suo guadagno sono esaltati dal numero di direttori aggiunti, fino però al limite di una quindicina, perché oltre, un ulteriore aumento riduce il guadagno a causa del loro assorbimento di energia elettromagnetica.

E' usata come antenna ricevente per la banda televisiva VHF.

Le antenne ground plane sostituiscono la superficie riflettente del terreno utilizzata dall'antenna Marconi, con una schiera di radiali e vengono usate dai radioamatori.

ANTENNE CON CARICO INDUTTIVO E CAPACITIVO

 

Talora la lunghezza di un'antenna calcolata secondo l/4 ovvero l/2 risulta eccessiva in quanto scomoda da montare ad esempio su di un autoveicolo, in questo caso è possibile accorciarla, ma bisogna adattarla, infatti l'antenna ha comportamento resistivo puro soltanto se lunga l/4 ovvero l/2, raccorciata invece, mostra impedenza di tipo ohmico capacitivo.

L'adattamento si realizza con l'inserzione, alla base della stessa, e quindi in serie, di un'induttanza di valore eguale ed opposto a quello della capacità introdotta con l'accorciamento in modo da neutralizzarne gli effetti.

Adesso però, seppure risulta adattata, l'antenna non viene utilizzata con il massimo delle prestazioni né in trasmissione né in ricezione, perciò questa modifica va effettuata solo in caso di effettiva necessità.

Lo stesso effetto può essere ottenuto ponendo una capacità, ottenuta praticamente con un dischetto o un semplice allargamento dell'antenna all'estremità.

L'effetto opposto, cioè quello di aumentare la lunghezza dell'antenna rispetto ai valori teorici di l/4 ovvero l/2, si può ottenere ponendo una capacità alla base dell'antenna.

Il Funzionamento

I campi elettrici e magnetici lungo il cavo si annullano quasi completamente per compensazione essendo i conduttori attraversati da cariche elettriche vicinissime e di segno opposto, lungo l'antenna invece, le cose cambiano completamente in quanto qui le cariche di segno positivo si trovano su uno stilo lontano da quelle di segno negativo che si trovano sull'altro stilo ed inoltre le correnti elettriche non risultano opposte, come avviene lungo il cavo, bensì allineate in modo da intensificare l'effetto del campo che esse producano. Quando perviene sull'antenna, il segnale, si trasforma in energia elettromagnetica perché, in base alle equazioni di Maxwell, una perturbazione del campo elettrico dovuta alla continua variabilità data dalla frequenza, determina una continua variazione del campo magnetico e viceversa, dando così luogo a un'onda detta appunto elettromagnetica costituita da anelli di campo magnetico che si alternano con anelli di campo elettrico ad essi perpendicolari e viceversa.


Da un punto di vista elettrico, dunque, l'antenna è un'impedenza di tipo RLC e come tale è vista dal generatore.

La sua risposta in frequenza corrisponde a quella di ogni circuito risonante ed ha comportamento di tipo resistivo in corrispondenza del centro della curva, ohmico - capacitivo per frequenze inferiori, ohmico - induttivo per frequenze superiori.


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JOULE

Nelle antenne, sia trasmittenti che riceventi, circola corrente elettrica a radiofrequenza che determina perdite per effetto Joule.

Si definisce allora rendimento o efficienza, il rapporto fra la potenza irradiata e la potenza ricevuta, come indicato a destra.

Le perdite termiche in un'antenna hanno valori che vanno dal 3 al 5%, corrispondenti ad un rendimento del 97 - 95%.



Con quanto scritto sopra si intende arricchire la conoscenza del lettore con queste semplici frasi ed esempi spero di essere stato esaustivo per quanto riguarda il settore dei trasduttori.

 

 

 

Tralicci di supporto e direttive multibanda a fianco

 

Antenna di I5TGC Cesare per i 160 metri

Sul lato destro il supporto per le parabole di un ponte radio.

Antenna direttiva Log-periodica


 

 

 







 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

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