Il sistema progettato utilizza un protocollo aperto cosicchè, si potranno impiegare tutte le teconologie ed applicazioni che verranno sviluppate nell'ambito radiantistico. Con il tempo i ripetitori attuali del tipo analogico spariranno per lasciare posto aquelli digitali , soprattutto per risolvere la congestione delle frequenze : infatti attualmente un ripetitore necessita di almeno 12 Khz , il digitale solo 6 khz ottimizzando in quato modo la gestione delle bande a disposizione . Per capire le particolarità e le potenzialeità del sistema è indispensabile capire alcuni concetti di base. Cosa si intende per Protocollo? per protocollo si intende che una convenzione standardizzata che controlla ed abilita la connessione e la successiva comunicazione con relativo trasferimento di dati fra due stazioni terminali. La comunicazione avviene fra le singole stazioni in diretta oppure fra queste fra ripetitore. E' chiaro che il gateway pertinente a ciascun ripetitore permette di agganciarsi ad un altro ripetitore . Questo postrà agganciarsi ad un altro ripetitore alla frequenza di 1.2 Ghz oppure sui 10 Ghz con la possibilità di realizzare un adorsale di infinite diramazioni.per attuare un esempio: per comprendere le potenzialità del sistema dove termina la copertura dell'ultimo ripetitore questo agganciandosi tramite internet potrà comunicare con un altro in Australia e continuare così il percorso sino alla stazione indirizzata.Il sitema supporta due tipi di flusso dati che sono il DIGITAL VOICE ovvero la voce digitalizzata(DV) che potrà essere trasmessa in VHF e UHF e dati su 1,2 Ghz fra le stazioni ed il ripetitore alla velocità di 3600 bps con correzione d'errore e di un contemporaneo flusso di dati alla velocità di 1200 bps.
ONDE ELETTOMAGNETICHE
Le onde elettromagnetiche, ipotizzate teoricamente da James Clerk Maxwell nel 1864, sperimentate in laboratorio da Hertz e utilizzate nella Radio da Marconi nel 1895, sono costituite da oscillazioni, del campo elettrico e del campo magnetico, che si propagano nel vuoto alla velocità di circa:
v = 300.000 Km al secondo.
secondo il disegno seguente:
Radioamatori
Gli
inizi dell'attività radiantistica , come
del resto la radio stessa, emersero dai fondamentali
fenomeni fisici ed elettrici che furono studiati
da un certo numero di sperimentatori (Gilbert, Volta,
Faraday, Maxwell, Kelvin e Cavendish) per citarne
solo alcuni. Fu tuttavia Heinrich Hertz che, in
rapporto ai propri studi di fisico teorico , sintetizzò
le conoscenze accumulate dai precedenti ricercatori,
specialmente quelle di Maxwell, con le proprie ,sino
ad ottenere la prima ricetrasmissione di onde radio
nel 1887. Guglielmo Marconi a sua volta applicò
le loro conoscenze per realizzare il primo sistema
pratico ricevente e trasmittente di onde Hertziane
nel 1896. E senza dubbio suo fu il primo collegamento
amatoriale, quando riuscì a trasmettere
un segnale, dalla sua villa di Pontecchio sino alla
fattoria distante poche centinaia di meri, dove
il suo fattore aspettava il segnale, in ansiosa
attesa di fronte ad un rudimentale ricevitore, con
una carabina tra le mani. La carabina rappresentava
il segnale dell' avvenuta ricezione del segnale
. Il colpo di carabina in aria esploso dal fattore
registro il primo collegamento della storia. Nel
1897 Marconi trasmise segnali ad una distanza di
circa 15 chilometri e nel 1898 stabilì una
comunicazione bilaterale senza filo tra Dover in
Inghilterra e Vimeraux in Francia, ad una distanza
di circa 130 chilometri. Nel Dicembre del 1901,
a st. John nel Newfoundland, lo scienziato bolognese
ricevette la lettera S in codice Morse (tre punti)
trasmessagli da Ambrose Fleming da Poldhu in Inghilterra.
E così all'inizio del ventesimo secolo centinaia
di dilettanti sperimentatori ,ugualmente giovani
o vecchi, si appassionarono alle notizie che comunicazioni
transatlantiche erano state realizzate, raccolsero
l'incitamento lasciato dai loro illustri predecessori,
senza rendersi conto di diventare in tal modo i
primi radioamatori. Centinaia di rudimentali trasmettitori
e ricevitori furono costruiti durante il successivo
decennio, ed all'avvento del 1914 il movimento radiantistico
era stabilmente instaurato in moltissime parti del
mondo.
Il
telegrafo che ha cambiato il mondo , il centenario
della prima trasmissione telegrafica transoceanica(1901-2001)
I
radioamatori generalmente trasmettono su onde corte,
anche se ad alcune radio amatoriali sono state assegnate
frequenze sulle onde medie, sulla banda VHF e su
quella UHF. Nel periodo del rapido sviluppo della
radio seguito alla prima guerra mondiale, i radioamatori
compirono imprese spettacolari, come il primo contatto
radio transatlantico (1921) e prestarono servizio
nei casi di emergenza, quando era interrotto il
servizio delle normali comunicazioni. Organizzazioni
amatoriali contribuirono anche al lancio di diversi
satelliti dell'Agenzia spaziale europea, degli Stati
Uniti, dell'Unione Sovietica. A questi satelliti
venne attribuito il nome Oscar, acronimo dell'inglese
Orbiting Satellites Carrying Amateur Radio (satelliti
orbitanti che trasportano radio amatoriali). Il
primo, Oscar 1, messo in orbita nel 1961, fu anche
il primo satellite non-governativo; il quarto, del
1965, garantì le prime comunicazioni dirette
via satellite tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica.
Benchè
le diverse regioni della banda radio dello spettro
elettromagnetico siano utilizzate in varie applicazioni,
il termine onde corte generalmente si riferisce
alle radiotrasmissioni effettuate sulla gamma di
frequenze elevate (dai 3 ai 30 MHz) irradiate sulle
lunghe distanze, specialmente nelle comunicazioni
internazionali. Le comunicazioni a microonde via
satellite garantiscono comunque segnali con maggiore
affidabilità.
L'energia
necessaria al funzionamento di un apparecchio radio
viene fornita dalla corrente elettrica. Negli apparecchi
radio domestici, la corrente alternata (AC) prelevata
viene inviata direttamente alla bobina primaria
di un trasformatore, che la modifica in modo da
ottenere la tensione desiderata all'uscita dalle
bobine secondarie; quindi la corrente secondaria
viene raddrizzata e filtrata, dal momento che i
transistor funzionano in corrente continua (DC).
I transistor, i circuiti integrati e altri dispositivi
elettronici a stato solido, caratterizzati da dimensioni
molto ridotte e alta efficienza, ha definitivamente
eliminato l'uso delle valvole elettroniche, originariamente
impiegate negli apparecchi radio e televisivi.
RILEVAMENTO
GPS
IL
NOSTRO SISTEMA DI LOCALIZZAZIONE TERRESTRE GPS
Realizzato
nel 1973 dal Dipartimento della Difesa degli Stati
Uniti, a partire dagli anni Ottanta il sistema GPS
stato adottato da molte tipologie di utenti:
ormai il principale strumento di navigazione
aerea e marittima e si sta diffondendo come sistema
di navigazione a bordo delle automobili.
destinato a diventare in un futuro prossimo una
componente essenziale del sistema aerospaziale.
I
satelliti GPS sono equipaggiati con orologi atomici
estremamente precisi, che misurano il tempo e immettono
l'informazione oraria nel codice del segnale
trasmesso; il ricevitore che percepisce il segnale
può determinare in questo modo quando il
messaggio è stato trasmesso e, valutando
la differenza tra il tempo di ricezione e quello
di trasmissione, calcolare la posizione in termini
di latitudine, longitudine e altitudine. Il ricevitore
è anche in grado di tenere conto delle perturbazioni
subite dal segnale nell'attraversamento della
ionosfera e della troposfera. Se l'utente dispone
di un orologio atomico sincronizzato con il sistema
GPS, èsufficiente ricevere il segnale da
tre satelliti per ricavare tutti i dati; in caso
contrario è necessaria la ricezione da un
quarto satellite.
G.
P. S. un sistema di posizionamento affidabile
E'
stato permesso l'uso di trasmettere il dato di posizionamento
di una stazione radio tramite beacom emessi con
protocollo AX 25 standardizzato nell'impiego
Packet. NAVSTAR Global Positionig System è
un sistema satellitare destinato a dare una accurata
informazione di posizione, velocità è tempo
ovunque nel mondo. In origine è stato sviluppato
per uso militare dal Ministero della Difesa USA.
E stato completato nel Dicembre 1993. L'intero sistema
(space segment) include 24 satelliti su 6 piani
orbitali egualmente spaziati di 60 gradi ed inclinati
di circa 55 gradi sul piano equatoriale. L'orbita
seguita e pressappoco circolare ad una distanza
di circa 20200 Km dalla terra. Questa disposizione
garantisce la visibilità da 6 a 11 satelliti
a 5 gradi o più sull'orizzonte in ogni località sulla superficie terrestre.
Si
rappresenta i componenti essenziali di NAVSTAR.
L'altezza del satellite è accuratamente determinata,
il raggio della terra è conosciuto e la distanza
misurata cronometrando il segnale radio
del satellite. In 3 dimensioni, la linea di portata
o ''range'' a distanza costante, traccia un cerchio
sulla superficie della terra dando una linea di
posizione dell'osservatore. Due di tali linee danno
una coordinata di locazione bidimensionale. Tre
linee sono necessarie per includere l'altezza (per
es. di un aereo o di un monte). Un quarto satellite
migliora la precisione e l'informazione di tempo
è usate per correggere le differenze sul
clock del ricevitore che può perciò
essere semplificato. L'intersezione di 4 linee (almeno
4 satelliti visibili), determinano la posizione
tridimensionale di un punto osservatore con la precisione
nominale in assetto di ''normale navigazione'' ECEFXYZ
(Hearth Centered - hearth Fixed X, Y, Z). La posizione
dei satelliti è calcolata dal dato di distanza,
dalla correzione dell'orario e dei dati di effemeridi
di ognuno dei 4 satelliti. I segnali sono trasmessi
dai satelliti su due frequenze in banda L, 1227,6
MHz e 1575,42 MHz e si contengono i dati di identificazione
e di navigazione per l'utente per calcolare la sua
posizione . Questo include informazioni sullo stato
del satellite, dettagli dell'orbita per abilitare
l'utente al calcolo della posizione di ogni satellite
al momento della trasmissione, il tempo di correzione,
e le correzioni dovute ai ritardi di propagazione.
In termini di accuratezza l'errore di 10 nanosecondi
è equivalente a un errore in spazio di 3
metri. Il tempo impiegato da un segnale radio in
arrivo dal satellite è di circa 67,5 msec,
questo dipende dalla posizione del satellite e da
quella dell' RX sulla terra. La definizione del
GPS garantisce precisioni prevedibili di 22 metri
in orizzontale, 27,7 metri in verticale e 200 nanosecondi
per il tempo UTC. Alcuni GPS moderni sfruttando
tecniche raffinate di elaborazione, come GPS differenziale
e differenza di fase,assicurando precisione inferiore
a10 metri. In ogni satellite porta quattro generatori
atomici di frequenza standard ,due al Cesio e due
al Rubidio. Certamente il processo di sincronizzazione
dell'ora dell'RX si deve ripeter costantemente.
Ma con questo sistema anche il più semplice
RX GPS trasforma la sua precisione in quella di
un orologio atomico.
RADIOASTRONOMIA
La
radioastronomia, branca dell'astronomia che studia
i corpi celesti e i fenomeni astrofisici in base all'esame
della loro emissione di radiazione elettromagnetica
nella banda radio dello spettro.
I primi tentativi, rimasti tali, di rivelare emissioni
radio provenienti dal cielo risalgono alla fine del
XIX secolo. Solo nel 1932, tuttavia, nel corso di
un esperimento volto a localizzare sorgenti terrestri
che potevano provocare interferenze radio, Karl G.
Jansky dei Bell Telephone Laboratories riuscì
a rivelare per la prima volta un rumore radio di fondo
proveniente da una regione vicina al centro della
Via Lattea. La distribuzione spaziale di questa radioemissione
galattica fu determinata dall'ingegnere statunitense
Grote Reber, che utilizzò un paraboloide di
9,5 m costruito nel giardino della sua abitazione
a Wheaton, nell'Illinois. Dopo lunghe ricerche, nel
1943 Reber scoprì anche la radioemissione del
Sole.
La radioastronomia
fece passi da gigante negli anni Cinquanta, grazie
alle tecnologie sviluppate durante la seconda guerra
mondiale nel campo delle antenne e dei ricevitori
radio. Gli scienziati adattarono le tecniche alla
realizzazione di diversi radiotelescopi in Australia,
Gran Bretagna, Olanda, Stati Uniti e Unione Sovietica.
Fu catalogato un numero sempre maggiore di radiosorgenti,
molte delle quali furono poi identificate come galassie
lontane. Nel 1963 furono scoperte le sorgenti radio
quasi stellari, i quasar, che, manifestando degli
spostamenti verso il rosso di ampiezza mai osservata
prima, sembravano trovarsi a enormi distanze dalla
Terra. Poco tempo dopo, nel 1965, i radioastronomi
statunitensi Arno Penzias e Robert W. Wilson annunciarono
la scoperta della radiazione cosmica di fondo a
3 K, molto importante per le teorie sull'origine
e sull'evoluzione dell'universo (vedi Origine dell'universo;
Cosmologia). Le pulsar, sorgenti radio caratterizzate
da emissioni periodiche estremamente regolari, furono
scoperte nel 1968.
Per molti
anni i radioastronomi concentrarono i loro studi
sulle onde radio di lunghezza d'onda relativamente
lunga (prossima a 1 m), per la rivelazione delle
quali era facile costruire antenne e ricevitori
sensibili. Quando furono sviluppate le tecnologie
per costruire strumenti più grandi e precisi
e ricevitori sensibili alle lunghezze d'onda più corte, furono prese in esame anche le bande inferiori
al metro. Contemporaneamente, lo sviluppo della
tecnologia spaziale (vedi Esplorazione dello spazio)
permise di effettuare osservazioni a grandissime
lunghezze d'onda nello spazio al di sopra della
ionosfera, lo strato dell'atmosfera ionizzato, che
risulta quasi del tutto opaco alla radiazione di
lunghezza d'onda superiore ai 20 m.
Le emissioni
radio provenienti dallo spazio sono tutte di origine
naturale. Fino a oggi, i tentativi di rivelare segnali
prodotti da intelligenze artificiali si sono rivelati
vani . Diversi sono i meccanismi fisici noti che
producono emissioni radio.
Tutti i corpi emettono radiazione elettromagnetica
termica, il cui spettro dipende dalla temperatura.
Misurando l'emissione nella banda radio e in tutto
il resto dello spettro elettromagnetico, è
possibile determinare la temperatura di corpi celesti
quali i pianeti del sistema solare o le nubi calde
di gas ionizzato presenti nella Via Lattea. Le emissioni
radio celesti, tuttavia, vengono prodotte generalmente
in presenza di energie molto più intense
di quelle termiche, da sistemi contenenti particelle
cariche (ad esempio, elettroni) che si muovono attraverso
campi magnetici . Quando l'energia delle particelle
è talmente alta che la loro velocità
si avvicina a quella della luce (circa 300.000 km/s),
l'emissione radio emessa da queste particelle ultra-relativistiche
viene detta radiazione di sincrotrone, dal nome
del tipo di acceleratore in cui si genera una radiazione
analoga, ma di lunghezza d'onda inferiore.La radiazione
di sincrotrone e quella termica sono esempi di radiazione
continua: coprono un'ampia gamma di lunghezze d'onda,
che varia a seconda dell'intensità del campo
magnetico (per la radiazione di sincrotrone) o della
temperatura (per la radiazione termica). Al contrario,
atomi, ioni e molecole emettono radiazione a lunghezze
d'onda ben precise (emissione discreta, o a righe),
caratteristiche della sostanza emettitrice e del
suo stato di eccitazione.
Poichè
le onde radio sono relativamente lunghe (variano
da circa 1 mm fino a più di 1 km), i radiotelescopi
devono essere molto grandi per focalizzare i segnali
in arrivo e produrre immagini radio definite. Il
radiotelescopio statico più grande del mondo,
situato presso l'Osservatorio di Arecibo (Portorico),
è un paraboloide di 305 m di diametro che
occupa un'ampia concavità naturale del terreno.
I maggiori radiotelescopi parabolici orientabili
sono antenne di diametro variabile tra i 50 e i
100 m e hanno una risoluzione di circa 1 minuto
d'arco, equivalente a quella dell'occhio umano nel
visibile. Le radioonde in arrivo vengono focalizzate
dalla superficie parabolica su una piccola antenna
secondaria dotata di ricevitori estremamente sensibili.
Questi, simili come principio ai comuni apparecchi
radio, sono in grado di rivelare segnali deboli
fino a 10-17 watt. Le parti critiche del ricevitore
sono spesso raffreddate a temperature prossime allo
zero assoluto, per ridurre il rumore che disturba
qualunque strumento elettronico. Quando si vogliono
osservare delle righe spettrali, vengono utilizzati
particolari ricevitori che possono essere sintonizzati
su oltre 1000 frequenze contemporaneamente.
Per ottenere risoluzioni migliori, equivalenti a
quelle dei grandi telescopi ottici in condizioni
ideali di osservazione, si utilizzano schiere di
antenne collegate in modo interferometrico. Il più
grande radiotelescopio di questo tipo è il
Very Large Array, o VLA (letteralmente è schiera
molto grande), situato in una pianura isolata
vicino a Socorro, nel New Mexico (USA). Il VLA comprende
un totale di 27 antenne paraboliche, ciascuna di
25 m di diametro, che possono muoversi su rotaie
lungo tre piste rettilinee di 21 km ciascuna, disposte
a formare una gigantesca lettera Y. Ogni antenna
dispone di un proprio ricevitore, che raccoglie
il segnale e lo invia a un centro di elaborazione
dove viene combinato con quelli provenienti dalle
altre antenne per formare un'immagine ad alta risoluzione,
secondo una tecnica detta apertura di sintesi. Il
VLA può assumere quattro configurazioni,
a seconda di come sono disposte le antenne lungo
i bracci. La configurazione più è larga,
in cui le antenne sono distanziate al massimo, permette
di raggiungere una risoluzione di 0,04 secondi d'arco.
La configurazione più è stretta,
con tutte le antenne dislocate nel raggio di un
km, serve per ottenere immagini con minore risoluzione,
ma con un campo di vista più ampio.
Risoluzioni
ancora migliori si possono ottenere se le singole
antenne si trovano a migliaia di chilometri l'una
dall'altra. Con distanze così grandi diventa
improponibile inviare direttamente i segnali raccolti
da ciascuna antenna a un punto comune; in questo
caso, allora, ogni antenna registra i dati su un
nastro che viene spedito a un osservatorio e analizzato
insieme agli altri, secondo una tecnica detta interferometria
a base molto grande (VLBI). Per sincronizzare i
segnali provenienti dalle diverse antenne sono necessari
particolari orologi, detti a maser di idrogeno,
la cui precisione è di un secondo su un milione
di anni. La VLBI permette di raggiungere una risoluzione
di un centomillesimo di secondo d'arco, vale a dire
5000 volte migliore di quella del telescopio spaziale
Hubble. Grazie alla sensibilità dell'interferometria
alla variazione di distanza tra le antenne, la VLBI
ha fornito anche una prova diretta della teoria
della tettonica a zolle. Confrontando i dati relativi
a 25 anni di osservazioni è stato possibile
mettere in evidenza i piccoli spostamenti relativi
delle placche in cui è suddivisa la superficie
terrestre (dell'ordine di qualche centimetro all'anno).
Il Sole è la sorgente radio più intensa del
cielo. La sua emissione termica non corrisponde
alla sua temperatura superficiale, che è
di soli 6000 C, ma al milione di
gradi centigradi della sua atmosfera esterna, otticamente
invisibile. Oltre all'emissione termica, il Sole
manifesta intense e improvvise attività grave; emissive
in banda radio durante i periodi di massima intensità
del ciclo delle macchie. Queste repentine tempeste
radio, in cui l'intensità di emissione può aumentare anche di un milione nell'arco di un'ora,
sono spesso associate a eruzioni visibili sulla
superficie solare.
La sola
altra sorgente naturale di emissione radio non termica
presente nel sistema solare è il pianeta
Giove. A lunghezze d'onda dell'ordine dei 30 m,
esso mostra intensi flussi di radiazione provenienti
da regioni relativamente piccole, la cui intensità
sembra essere influenzata dalla posizione del satellite
Io. Inoltre, Giove è circondato da fasce
analoghe alle fasce di Van Allen del campo magnetico
terrestre, ma molto più grandi, che emettono
nella banda delle onde radio a una lunghezza d'onda
minore di 1 m. Sono state osservate emissioni di
radiazione termica anche dalla superficie o dall'atmosfera
di tutti gli altri pianeti del sistema solare, a
eccezione di Plutone. Dall'analisi di queste emissioni
è stato possibile ricavare informazioni sulle
condizioni climatiche dei pianeti.
Probabilmente
la maggior parte delle galassie emette radioonde
a un tasso simile a quello della nostra Galassia
(circa 1032 W). Nel caso delle cosiddette radiogalassie,
però, l'emissione radio è fino a 100
milioni di volte più intensa. La maggior
parte dell'energia emessa sotto forma di onde radio
non si produce in realtà all'interno delle
galassie vere e proprie, ma in nubi di gas ionizzato
ed estremamente caldo (detto plasma), situate a
centinaia di migliaia, o anche milioni, di anni
luce dalla galassia genitrice. Tali gigantesche
nubi radio possono avere dimensioni pari a 100 volte
quelle della galassia genitrice, raggiungendo l'ampiezza
di interi ammassi di galassie.
Per generare
le emissioni tipiche di queste galassie è
necessaria una notevole quantità di energia.
L'origine di questa energia e il modo in cui viene
convertita in emissione radio costituiscono uno
dei maggiori problemi dell'astrofisica fin dalla
scoperta delle radiogalassie. Le immagini dettagliate
delle radiogalassie, ottenibili con radiotelescopi
ad alta risoluzione come il VLA o con la tecnica
VLBI, mostrano spesso un evidente getto di materia
che connette una sorgente radio intensa e compatta,
situata nel centro della galassia, con le più
estese nubi radio (o radiolobi) periferiche. Si
pensa che questi getti trasportino l'energia dal
nucleo della galassia verso il plasma radioemittente,
e che la sorgente di energia risieda in un oggetto
massiccio, forse un gigantesco buco nero, situato
nel centro galattico. I quasar, corpi celesti luminosi
quanto centinaia di galassie messe insieme, sono
un milione di volte più piccoli di una galassia
tipica. Sono caratterizzati da spostamenti verso
il rosso molto pronunciati, che li collocano a enorme
distanza dalla Via Lattea. Le radiogalassie, i quasar
e le sorgenti molto brillanti note come oggetti
BL Lacertae sono probabilmente fenomeni correlati.
Come
le radiogalassie, anche alcuni quasar sono circondati
da lobi estesi che emettono intensamente nella banda
radio; tuttavia, la maggior parte delle emissioni
radio dei quasar proviene normalmente da un nucleo
luminoso di pochi anni luce di diametro, coincidente
con l'oggetto visibile in banda ottica. Questi nuclei,
se osservati con radiointerferometri ad alta risoluzione,
mostrano spesso di essere costituiti da due o più
componenti, dette anche getti, che sembrano allontanarsi
l'una dall'altra con velocità superluminali,
cioè maggiori di quella della luce. In realtà
simili velocità, che se fossero reali negherebbero
la validità della relatività generale
di Einstein, sono soltanto apparenti: si tratta
in realtà di velocità poco inferiori
a quelle della luce, che da Terra appaiono maggiori
in quanto allineate quasi esattamente con la direzione
di osservazione. Dallo studio statistico della distribuzione
spaziale dei quasar e delle radiogalassie, negli
anni Sessanta fu stabilito che tali oggetti dovevano
essere molto più comuni in passato rispetto
a quanto siano adesso. Fu questa la prima chiara
dimostrazione di un'evoluzione dell'universo, che
mise in seria difficoltà la teoria dello
stato stazionario, allora molto in voga.
Alcune foto di Personaggi che hanno fatto Storia
SAMUEL MORSE
FARADAY
ANDRE' MARIE AMPERE
BENJAMIN FRANKLIN
GUGLIELMO MARCONI
CENNI
DI FISICA
Spazio -Tempo
Si
può dire che vaggiare nel tempo in
assoluto la possibilità più affascinante che sia
stata avanzata dalla fisica dell'ultimo mezzo
secolo. Ancora una volta la scienza ha incalzato
la fantascienza, e ciò che un tempo sembrava una
pura speculazione dell';immaginazione ,ha ricevuto
l';appellativo di ;possibile; . Tra relatività
grave; generale e buchi neri rotanti, cunicoli
spazio ;spazio temporali e particelle ultraluminali,
partiremo con lo studio della radiazione elettromagnetica
si considera un corpo ideale detto corpo nero.
Per corpo nero si intende un corpo il cui potere
assorbente è uguale a uno,cioè un corpo che a
qualsiasi temperatura assorbe completamente l'energia
raggiante incidente su di esso. Nessun corpo reale
è nero, tuttavia alcuni hanno la proprietà molto
vicine a quelle del corpo nero. Come modello di
corpo nero si puì immaginare una piccola apertura
fatta nella parete non trasparente di una cavità.
La radiazione elettromagnetica proveniente dall'esterno
della cavità penetra all'interno attraverso l'apertura
,e dopo numerose riflessioni sulle pareti interne
della cavità, viene integralmente assorbita da
essa ,indipendentemente dal materiale di cui e
fatta. tutti i corpi che si trovano a temperatura
diversa dallo zero assoluto emettono onde elettromagnetiche.
Questa radiazione è dovuta dalla trasformazione
dell'energia di agitazione termica delle particelle
del corpo in energia radiante. Una qualsiasi sorgente
di onde elettromagnetiche è generalmente indicata
con il termine di radiatore. L'energia trasportata
dalle onde elettromagnetiche, detta anche raggiante
è indicata con Q e nel sistema S.I. si può esprime
in Joule (J). L'energia raggiante emessa nell'unità
di tempo, o l'energia che colpisce oppure attraversa
una superficie per unitàdi tempo,è detta flusso
dell'energia raggiante si misura in Watt (1W =1J
s-1) .Il flusso raggiante incidente sulla superficie
unitaria detto irraggiamento si misura in Watt/m2
.
Astrofisica
Gli studi di fisica
solare che si avvantaggiano di due strumenti; lo spettroeliografo,
messo a punto da Hale e Deslandres nel 1892, e il Coronocrafo,
inventato nel 1930 da Lyot. La scoperta della radiazione radioelettrica
del Sole (Reber, 1939) ha poi dato origine alla RADIOASTRONOMIA,
le cui ricerche , in rapido sviluppo, abbracciano ormai ogni campo
della scienza del cielo. I progressi della fisica stellare, caratterizzati
dalla scoperta delle stelle giganti e nane(Hertzsprung e Russell,
intorno al 1910), dalle teorie sulle condizioni di equilibrio
e sullo stato della materia all'interno delle stelle (Eddington,
nel 1920 circa), dalla scoperta dello stato degenere delle sostanze
componenti le nane bianche(Fowler, nel 1926), infine dalla scoperta
delle reazioni nucleari che producono l'energia irradiata dalle
stelle (Bethe e Weizsacker nel 1938 e successivi perfezionamenti
di numerosi astrofisici). L'astronomia nel suo insieme può scindersi in quattro rami principali: la Cosmografia (astronomia
descrittiva ); l'astrometria( posiziona e movimento degli astri
); l'astrofisica (studio teorico e sperimentale delle sostanze
che compongono gli oggetti celesti); la cosmogonia (origine ed
evoluzione degli astri).
Sebbene già
nell'antica Grecia si conoscessero le proprietà elettrostatiche
dell'ambra e i cinesi fin dal 2700 a.C. ricavassero rudimentali
calamite da un minerale oggi noto come magnetite, lo studio
sistematico dei fenomeni elettrici e magnetici fu affrontato
solo all'inizio del XVII secolo. Nella sua opera De Magnete,
William Gilbert, medico di corte della regina Elisabetta I d'Inghilterra,
ipotizzò che le particolari proprietà elettriche
osservate nell'ambra e in altre sostanze fossero dovute alla
presenza di un fluido, che egli chiamò elettricità,
dal termine greco electron che significa ambra. Verso la fine
del secolo, Otto von Guericke realizzò la prima macchina
elettrostatica, costituita da una sfera di zolfo in rotazione
che si elettrizzava per strofinio contro un panno di lana, inaugurando
l'era dei grandi esperimenti sull'interazione tra cariche. Nell'arco
di pochi anni, fu precisata la differenza tra materiali conduttori
e isolanti, si ammise l'esistenza di due tipi di carica elettrica,
e si riconobbe che il fenomeno dell'elettrizzazione è
dovuto al flusso di cariche negative tra un corpo e un altro.
Nel 1785 Charles-Augustin de Coulomb verificò sperimentalmente
che la forza di interazione fra due cariche elettriche puntiformi
è direttamente proporzionale al prodotto delle cariche
e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza,
e dopo pochi anni i matematici Simè on Denis Poisson e
Carl Friedrich Gauss formularono una teoria applicabile a qualunque
distribuzione statica di cariche.
Con la pila elettrochimica, inventata nel 1800 da Alessandro
Volta, fu possibile mantenere il moto di cariche elettriche
in un conduttore e ciè permise di realizzare i primi
circuiti elettrici e di iniziare le ricerche sul comportamento
dei diversi materiali percorsi da corrente elettrica.
Nel 1829 Hans Christian Oersted scoprì che un ago magnetico
si orienta per effetto di una corrente elettrica, e poco tempo
dopo Andrè-Marie Ampère dimostrò che due
fili percorsi da corrente si attraggono o si respingono come
i poli di una calamita. Nel 1831 Michael Faraday osservò
che per generare corrente all'interno di un filo conduttore
è sufficiente muovere una calamita o mantenere una corrente
variabile nelle sue vicinanze, definendo così le modalità con cui si manifesta l'induzione elettromagnetica e mostrando
che sussiste un legame tra fenomeni elettrici e magnetici.
La stretta relazione tra elettricitàe magnetismo fu
formalizzata sul piano matematico dal fisico britannico James
Clerk Maxwell: le equazioni differenziali che portano il suo
nome stabiliscono infatti la relazione che sussiste tra le variazioni
spaziali e temporali del campo elettrico e del campo magnetico,
determinandone la dipendenza dall'esistenza e dalla relativa
variazione di cariche e correnti. Con le equazioni di Maxwell,
il campo elettrico e magnetico vengono unificati nel concetto
di onda elettromagnetica, un ente fisico immateriale, la cui
esistenza venne confermata sperimentalmente da Heinrich Hertz
nel 1887. Maxwell inoltre ipotizzò che responsabile dei
fenomeni luminosi fosse un'onda elettromagnetica di frequenza
particolare. Nella comprensione del carattere ondulatorio del
campo elettromagnetico, determinante per specificarne le modalità di trasmissione da un punto all'altro dello spazio, risiede
il fondamento che ha reso possibile lo sviluppo della radio,
del radar, della televisione e di tutte le altre forme di telecomunicazione.
La relatività
Come già accennato, alla fine del XIX secolo la meccanica
newtoniana e l'elettromagnetismo sembravano poter descrivere
tutti i fenomeni naturali: le due teorie, grazie anche all'accordo
tra previsioni e risultati sperimentali, erano accettate universalmente
nel mondo scientifico. L'ipotesi dell'esistenza dell'etere,
ovvero di un mezzo materiale che costituisse il supporto per
la propagazione delle onde elettromagnetiche, faceva intravedere
una possibile sintesi tra meccanica ed elettromagnetismo, realizzata
attraverso una descrizione delle modalità di propagazione
della radiazione basata sulle proprietà meccaniche (come
densità e rigidità) dell'etere stesso. All'inizio
del XX secolo, tuttavia, la mancanza di prove a favore dell'esistenza
dell'etere e la scoperta che le equazioni di Maxwell, contrariamente
alle leggi di Newton, non assumevano la stessa forma in sistemi
di riferimento inerziali, mostrarono che l'elettromagnetismo
non era conciliabile con la meccanica newtoniana. Ciò
indusse Albert Einstein a sostituire il principio di relatività
galileiano, da cui discendeva l'impossibilità di distinguere
due sistemi di riferimento inerziali, con il principio di costanza
della velocità della luce; analogamente le trasformazioni
galileiane, che fornivano le coordinate di un punto in due sistemi
in moto rettilineo uniforme l'uno rispetto all'altro, furono
sostituite con un nuovo insieme di relazioni, introdotte da
Hendrik Antoon Lorentz sulla base di considerazioni matematiche.
Le trasformazioni di Lorentz, che costituiscono il nocciolo
della teoria della relatività, implicano una completa
revisione dei concetti classici di spazio e tempo; negando l'esistenza
di uno spazio e di un tempo assoluto, fondamento della meccanica
classica, esse richiedono infatti una nuova definizione del
significato di distanza e di contemporaneità: due orologi
che risultino sincroni quando sono in quiete l'uno rispetto
all'altro, funzionano a velocità diverse se si muovono
di moto relativo uniforme; analogamente due barre di identica
lunghezza a riposo sono diverse quando una di esse si muove
rispetto all'altra. Nella teoria della relatività lo
spazio e il tempo diventano le quattro coordinate (tre spaziali
e una temporale) necessarie per identificare ciascun punto di
un iperspazio quadridimensionale, in cui avvengono tutti i fenomeni
fisici.
Nel 1915 Einstein generalizzò la teoria della relatività
a sistemi di riferimento in moto accelerato, formulando la relatività
generale. Nella nuova teoria la gravitazione risulta come conseguenza
della curvatura dello spazio-tempo, che si può descrivere
solo in termini di una complessa geometria non euclidea, e la
meccanica di Newton viene espressa in una forma più generale.
Nel 1919 fu osservata per la prima volta la curvatura dei raggi
luminosi in prossimità di corpo molto massivo; l'evidenza
di questo fenomeno, previsto dalla relatività generale,
rappresentò una prova indiretta della validità della teoria, che ebbe e continua ad avere un ruolo fondamentale
nella comprensione dell'universo e della sua evoluzione.
Questo in memoria
di Albert Einstain 1879-1955.
STAZIONI ORBITANTI
LA STAZIONE ORBITANTE MIR ANDATA DISTRUTTA NELL'ANNO 2000, DISINTEGRANDOSI NELL'ATMOSFERA TERRESTRE. DURANTE LA SUA LUNGA ATTIVITA' ,SONO STATI OSPITI A BORDO SCENZIATI RUSSI (RADIOAMATORI) CHE SPESSO HANNO COLLEGATO LA TERRA CON IL SISTEMA PACKET ADOPERATO DA NOI RADIOAMATORI.
LA STAZIONE ORBITANTE INTERNAZIONALE IN FASE DI ALLESTIMENTO (2005) , RIMARRA IN ORBITA INTORNO ALLA TERRA UNA VOLTA ULTIMATO ASSEMBLAGGIO. SI PRODURRANNO SPERIMENTAZIONI PER LA MEDICINA , NUOVI COMPONENTI ELETTRONICI E VARIE SPERIMENTAZIONI SULLE RADIOCOMUNICAZIONI ECC.