Anno 2009
SICUREZZA INFORMATICA
Il computer deve essere sempre dotato di antivirus professionale sempre aggiornato effettuate scansioni con l'antivirus almeno due volte alla settimana adoperate un firewall dopo il modem oppure un router con firewall per connessioni adsl . Chi ancora non possiede adsl ed usa il modem analogico si troverà decisamente scoperto dovrà stare attento a quei programmi (oltre che ai trojan ecc. ) anche ai dialer, questo tipo di programmi consentono all'attaccante di fare conporre un numero telefonico intercontinentale dalla propria utenza ogni volta che ci connette ad internet facendo salire il costo della connessione a cifre molto alte.
Descrizione schematica di un possibile attacco informatico da parte di un soggetto ad un computer

Possibile difesa da attacchi dalla rete globale con l'uso di un Firewall

CONNESSIONI WIRELESS
Connessioni via radio tramite chiave USB ad altre periferiche predisposte al collegamento.

Informatica e hardware

All'inizio degli anni 90 anni fà nasceva la prima pagina web
A metterla on line fu il fisico Paul Kunz: il suo scopo era
rendere accessibile i documenti scientifici ai ricercatori
New York, 11 Dicembre 2001- Dieci anni fa negli Usa nasceva
la prima web-page. La rivoluzione Internet era appena iniziata,
e a mettere in rete la prima pagina ipertestuale in America,
fu il fisico Paul Kunz.
Il
web-pioniere era allora un ricercatore nucleare al Centro di
Stanford per l'Accelerazione Lineare (Stanford Linear Accelerator
Center). La sua attenzione era concentrata sugli elettroni,
non sulla creazione di quella che sarebbe poi diventata un format
abituale per centinaia di milioni di persone. Kunz era infatti
impegnato nella scomposizione e studio delle particelle subatomiche.
La
costruzione della web-page fu effettuata unicamente in quanto
funzionale alla sua attivita' al Centro di ricerca, come mezzo
per fornire un accesso piu' semplice e veloce ai documenti scientifici
utilizzati dai ricercatori, e per far viaggiare meglio le informazioni
tra i vari scienziati. Con la mente rivolta agli elettroni,
Kunz fini' per realizzare il primo web server mai creato in
un paese esterno all'Europa Occidentale. Fondamentale per Kunz
e' stato l'incontro con l'inglese Tim Berners-Lee, l'inventore
della web page. Lee lavorava al Cern, il celebre laboratorio
di Ginevra, in cui Kunz si reco' in visita. Il fisico inglese
mostro' a Kunz, il 13 settembre del 1991, il suo web browser,
che era stato scritto in NeXT, un linguaggio informatico ipertestuale.
Tornato
negli Usa, al centro di Stanford, Kunz applico' quanto visto,
costruendo cosi' la prima web-page in America. "Conteneva
due link - racconta lo scienziato - Uno in cui era possibile
ricercare numeri di telefoni e indirizzi e-mail relativi al
Centro. L'altro, era un interfaccia per consentire di spedire
documenti ai vari istituti del Centro prima che venissero pubblicati''.
Il
13 dicembre Kunz invio' un'e-mail a Lee, con cui si era tenuto
in contatto per sviluppare il progetto, in cui annunciava la
realizzazione e il funzionamento del server. A gennaio, nel
corso di un convegno tra fisici nucleari in Francia, Lee mostro'
il demo del web del laboratorio Cern di Ginevra e si collego'
alla pagina creata da Kunz.
Sotto uno
spaccato di un disco rigido SCSI

Il
processore "CPU"

E'
questo il protagonista della tanto acclamata ‘rivoluzione
digitale’ è sicuramente lui, il microprocessore
o CPU. Il suo lavoro procede per dualistici corni dialettici
risolti a velocità incommensurabili: il tempo viene suddiviso
in millisecondi e ancora in nanosecondi, e chissà che
in futuro non occorra escogitare nuove microsistemi ancora più
piccoli . Certo, Alberto piè veloce non raggiungerà
mai la tartaruga, neanche virtualizzando la sua corsa con il
più potentecomputer, ma è un dato di fatto che,
di anno dopo anno, le frontiere dell’infinitamente piccolo
e dell’infinitamente veloce si spostano un po’ più
in là. Ma di meraviglioso c’è solo la velocità.
La logica è semplicissima, aristotelica e scolastica:
si basa sui soliti principi di identità, . Le cifre del
ragionamento sono soltanto due, 1 e 0,
e costituiscono un sistema ‘binario’.
Ogni informazione, indipendentemente dalla sua complessità
e natura, testuale, visiva, uditiva, ecc., viene ‘digitalizzata’,
ossia tradotta in un’interminabile sequela di 1
e 0 e data in pasto alla CPU che, dopo averla ‘analizzata’, ce la restituisce in termini analogici,
come testi, immagini, filmati, suoni, ed altro. Si definisce
analogico, in parole povere, tutto quanto risulta conforme alla
nostra percezione del reale; digitale la sua traduzione nel
linguaggio binario. Il nostro‘dito’ che si desume
dall’etimo evoca chiaramente le modalità con cui
si attua tale processo di ‘riduzione linguistica’:
il battere su una tastiera. Il
passaggio dal piano astratto dei principi all'attiva concretezza
tecnologica, è assicurato, in maniera fantastica, dalla
presenza di una serie di idee semplici. Uno
e zero hanno, innanzitutto, una valenza matematica.
Lo spostamento sul piano logico è abbastanza semplice: 1 = VERO; 0 = FALSO. Infine,
sopraggiunge l’ultimo anello della catena, un elettronico
contrasto, nero e scaglioso, che fa corrispondere 1
con ON e 0 con OFF, riducendo tutto ad una banale presenza o assenza di corrente
elettrica attraverso questo o quell’interruttore. Un po’
come accendere e spegnere la luce della vostra stanza. Ma considerando
che in una CPU sono scolpiti milioni e milioni di circuiti,
si ha a che fare piuttosto con gli interruttori di un’interminabile
Las Vegas di lampadine che a perdita d’occhio si spengonoe
si accendono esi spengono.
Il
linguaggio della CPU, con le sue valenze matematiche, logiche
ed elettroniche, ricorda da vicino il morse. Fu escogitato dall’americano S. Morse (1791-1872) e utilizzato, in seguito,
per le comunicazioni telegrafiche. Si trattava, anche in questo
caso, di un sistema binario, in grado di riprodurre con una
serie di ripetizioni tutte le lettere dell’alfabeto. Ricordate?
linea (suono lungo) e punto (suono breve). Per ottenere un’espressione
significante, che so il disperato SOS , occorreva mettere insieme
un certo numero di segni, fra punti e linee (o di suoni brevi
e lunghi, nella sua versione telegrafica). Il significato cambiava
a seconda del posto occupato nella sequenza dall’uno o
dall’altro segno. Lo
stesso vale per la CPU. La registrazione del passaggio o del
non passaggio di corrente in un determinato interruttore, cioè
1 o 0, rappresenta un bit
(un ‘morso’, un qualcosa, un ‘pezzo’).
Ma un bit da solo non comunica niente. Ci vogliono otto ‘pezzi’
per ricostruire un puzzle che indichi qualcosa, per esempio
una lettera dell’alfabeto. Così, nel freddo idioma
informatico, si dice che otto bit formano un
byte, ovvero una unità elementare.
Alcuni
esempi:
*
1 kilobyte (abbr. Kb) = 1000
byte;
*
1 megabyte (abbr. Mb) = 1.000.000
di byte;
*1
gigabyte (abbr. Gb) = 1.000.000.000
di byte.
Router ADSL -- Hub 

La scheda madre, altrimenti detta motherboard, è un complesso circuito multistrato adibito alla installazione fisica dei componenti del computer tramite una serie di slot e socket. La scheda madre, una volta installati i componenti hardware, provvede a metterli in comunicazione reciproca, ad esempio il processore con i moduli di memoria RAM, con le unità disco o le schede poste sugli slot di espansione. Sono altresì gestite anche tutte le comunicazioni verso periferiche esterne collegate alla scheda madre tramite porte di Input/Output come le USB, Parallela, Seriali, Firewire. Non appena accendiamo il computer, il primo programma in assoluto avviato dal processore è il BIOS. A seguito di questa attivazione viene avviata una routine detta POST (Power On Self Test). Trattasi di una routine diagnostica che esegue la scansione dei componenti hardware del PC. Se la configurazione non è la stessa del precedente avvio, ad esempio perché abbiamo staccato la tastiera, l’avvio del PC viene bloccato e viene generato un errore a video.
Nel caso che a essere malfunzionante o mancante sia un componente di base del PC, ad esempio i moduli della memoria RAM o la scheda video, lo schermo ovviamente rimarrà buio. In questo caso, il BIOS provvede a inviare all’utente una serie di Beep a codifica del tipo di errore rilevato. Le schede madri più recenti sono spesso dotate di un display a due caratteri alfanumerico che riporta la codifica dell’errore o di una serie di quattro led colorati, del quale va interpretata la sequenza di accensione. Passato il POST, il processore carica il sistema operativo nella RAM.
Interno di un Hard disk
L’hard disk è composto essenzialmente da un motore sul cui albero sono innestati una pila di dischi di vetro rivestiti di materiale magnetico e un’attuatore elettromeccanico che pilota una batteria di bracci che a loro volta portano le testine di lettura-scrittura. Il tutto è farcito da un circuito di controllo che fornisce l’interfaccia verso il computer, che può essere ATA (volgarmente chiamata EIDE), SCSI, SAS o la più recente SATA. Sono fatti di vetro o alluminio e rivestiti di speciali leghe ferromagnetiche, materiali in grado di magnetizzarsi come il ferro, il nickel, il cobalto. I dati vengono memorizzati sulla superficie magnetica dei piatti sotto forma di microscopici campi magnetici. Gli 0 e 1 vengono codificati in base alla diversa polarizzazione dei micro-campi magnetici e rilevati tramite una sensibilissima testina.Logicamente un hard disk si suddivide in cilindri, testine e settori (sistema CHS, dall’inglese Cylinder Head Sector).
Dalla figura potete capire come la localizzazione dei dati si risolva sostanzialmente tramite un sistema a 3 coordinate. Ogni blocco di dati viene indirizzato in modo univoco tramite le sue coordinate CHS. Una volta letto e recuperato il blocco di dati, il sistema operativo provvederà ad estrarre le informazioni cercate.
Per dovere di cronaca, il sistema CHS è ormai vecchio e inadeguato per i dischi più capienti, ed è stato sostituito da altri metodi che massimizzano l’utilizzo dello spazio sull’hard disk, ma è possibile usare ugualmente questo metodo perchè il BIOS può tradurre le coordinate CHS “fasulle” dei nuovi dischi in modo da renderli utilizzabili anche con vecchi sistemi operativi.