I
pionieri dei BUCHI NERI
Chiunque
abbia visto il decollo della navetta space Shuttle, anche
solo in televisione , è consapevole della sforzo
enorme che occorre per mandare in orbita stabile attorno
alla terra un corpo che si trova sulla sua superficie
. E' necessario uno sforzo ancora maggiore perchè
lo stesso corpo possa sfuggire dal campo gravitazionale
terrestre e viaggiare attraverso il sistema solare. Le
famose sonde spaziali Voyager ad esempio, che inviarono
immagini spettacolari di Giove ed altri pianeti esterni.
Il modo migliore per misurare lo sforzo necessario ad
abbandonare la Terra è di considerare la velocità
a cui viaggia un corpo in fuga .Esso, per riuscire ad
abbandonare la superficie di una sorgente gravitazionale
,lunga una traiettoria verticale, deve superare una soglia
critica. detta velocità di fuga. Se con una bacchetta
magica potessimo aumentare la densità della Terra
accrescendone la massa ma conservando inalterarate le
sue dimensioni, il valore della velocità di fuga
aumenterebbe. Anche se grandi astri come Giove o il Sole
hanno una massa maggiore di quella del nostro pianeta,
essa è distribuita in um volume più grande,
in quanto il loro raggio è maggiore di quello della
Terra. Poichè l'intensità della forza gravitazionale
decresce secondo l'inverso del quadrato della distanza
dal centro dei corpi, la forza di gravità di quei
grandi astri è più diluita. Ciò significa
che la velocità di fuga di un pianeta più
grande e più massivo del nostro non è solo
proporzionalmente maggiore alla velocità di fuga
della superficie terrestre , ma dipende anche dalla densità del pianeta.
BUCO
NERO: In astrofisica, oggetto celeste che esercita
un'attrazione gravitazionale così intensa da impedire
alla materia e anche alla luce (o a qualunque altra radiazione
elettromagnetica) di allontanarsi da esso: in questo senso,
non emette luce ed è quindi nero. In un buco nero.
la materia è estremamente addensata in una regione
di spazio relativamente piccola, tanto che, in teoria,
la sua massa può essere considerata riunita in
un punto. Un buco nero. è caratterizzato da una
superficie immaginaria il cui raggio è direttamente
proporzionale alla massa; un buco nero. di massa pari
a quella del Sole avrebbe un raggio di 3 km, mentre per
una massa pari a quella della Terra il raggio sarebbe
di solo 1 cm.
La
curvatura dello spazio-tempo
Problemi
vari con le parallele.Come una mosca fornì ad un
filosofo pigro la chiave per studiare le curve. Come usare
la geometria per curvare lo spazio e chiudere l'Universo.
La geometria nella relatività. Perchè le
asticelle della majorettes spiegano la teoria della relatività.
l'Universo come u foglio di gomma. La riscoperta dei buchi
neri.
Perchè
è possibile viaggiare nel tempo...
I fisici hanno scoperto la legge di natura
che previene i paradossi del viaggio temporale e perciò
permette il viaggio nel tempo. E’ risultato che
fosse la stessa legge che assicura il viaggio della luce
in linea diretta e che rafforza la versione più esplicita della teoria quantistica, sviluppata mezzo secolo
fa da Richard Feynman.
I relativisti hanno cercato di venire
a patti col viaggio temporale nell’arco dell’ultimo
decennio da quando Kip Thorne e i suoi colleghi al Caltech
scoprirono (con loro grande sorpresa) che non c’era
nulla nelle leggi della fisica (soprattutto nella teoria
generale della relatività) che lo proibisse. Tra
i differenti modi in cui le leggi permettono che esista
una macchina temporale, quella che è stata studiata
matematicamente in modo più estensivo è
quella del "wormhole". Si tratta di una specie
di tunnel attraverso lo spazio e il tempo che connette
regioni differenti dell’Universo: differenti spazi
e differenti tempi. Le due "bocche" del wormhole
possono essere vicine l’una all’altra nello
spazio, ma separate nel tempo, di modo che potrebbe essere
usato come un tunnel temporale.
Costruire uno strumento del genere sarebbe
molto difficile, comporterebbe la manipolazione dei buchi
neri, ognuno con masse che sono molte volte superiori
a quella del Sole. Ma è possibile pensare che potrebbero
anche esistere naturalmente, sia su una scala del genere
che su una scala microscopica.
La preoccupazione dei fisici sta nel fatto
che questa cosa potrebbe far sorgere dei paradossi, una
cosa a cui gli appassionati di fantascienza sono familiari.
Per esempio un viaggiatore temporale potrebbe andare indietro
nel tempo e causare accidentalmente (o anche in modo deliberato)
la morte della propria nonna, cosicché non potrebbe
mai nascere né la mamma del viaggiatore né
il viaggiatore stesso. E’ difficile descrivere matematicamente
le persone, ma il paradosso equivalente nei calcoli dei
relativisti vede una palla da biliardo che entra in una
bocca del wormhole, emerge nel passato dall’altra
bocca e si scontra con l’altra se stessa che sta
entrando nella prima bocca, di modo che viene deviata
e non entra nel tunnel temporale. Ma, naturalmente, ci
sono molti possibili viaggi "auto compatibili "
attraverso il tunnel in cui le due versioni della palla
da biliardo non si disturbano una con l’altra.
Se
il viaggio temporale è realmente possibile (e dopo
un decennio di studi intensivi tutte le prove affermano
che lo sia) si pensa che dovrebbe esserci una legge di
natura per prevenire il sorgere di tali paradossi e per
permettere i viaggi auto compatibili attraverso il tempo.
Ha a che fare con qualcosa conosciuto
come Principio di azione minima ed è conosciuto,
in una forma o in un’altra, fin dagli inizi del
diciassettesimo secolo. Descrive le traiettorie delle
cose, come il cammino di un raggio di luce da A a B, o
il volo di una palla lanciata attraverso una finestra
da un piano alto. Ed ora sembra anche la traiettoria di
una palla da biliardo attraverso un tunnel temporale.
Azione, in questo senso, sta nel misurare sia l’energia
impiegata nell’attraversare il sentiero che il tempo
impiegato. Per la luce (che è sempre un caso speciale),
tutto si riduce al tempo soltanto, cosicché il
principio di azione minima diventa il principio di tempo
minimo, che indica il perché la luce viaggi in
linea diritta.
Si può vedere come funziona questo
principio quando una luce da una sorgente nell’aria
entra in un blocco di vetro, dove viaggia ad una velocità
minore di quella nell’aria. Allo scopo di andare
dalla fonte A fuori dal vetro al punto B interno al vetro
nel più breve tempo passibile, la luce deve viaggiare
in linea retta fino al bordo del vetro, poi deviare di
un certo angolo e poi viaggiare in un’altra linea
retta (ad una velocità più bassa) fino al
punto B. Viaggiare per un qualsiasi percorso diverso impiegherebbe
più tempo.
L’azione
è una proprietà dell’intero percorso
e in qualche modo la luce (o la "natura") sa
sempre come scegliere il sentiero più economico
o più semplice per raggiungere i propri fini. In
un modo simile il principio di azione minima può
essere usato per descrivere l’intero percorso curvo
della palla lanciata attraverso una finestra, una volta
che venga specificato il tempo per il percorso. Anche
se la palla può essere lanciata a velocità
differenti su traiettorie differenti (più alte
e più lente, o più piatte e più veloci)
e va comunque attraverso la finestra, sono possibili solo
traiettorie che soddisfino il Principio dell’azione
minima. Novikov e i suoi colleghi hanno applicato lo stesso
principio alle "traiettorie" delle palle di
biliardo attorno all’anello temporale, sia con che
senza il caso di "auto collisione" che porta
ai paradossi. In un tour de force matematico hanno mostrato
che in entrambi i casi solo soluzioni auto compatibili
delle equazioni soddisfacevano al principio di azione
minima o, stando alle loro parole, "l’intero
insieme di traiettorie classiche che sono auto compatibili
globalmente si può ricuperare semplicemente imponendo
il principio di azione minima.
La parola "classico" in questa
connessione indica che non hanno ancora provato ad includere
le leggi della teoria quantistica nei loro calcoli. Ma
non c’è ragione di pensare che ciò
possa alterare le conclusioni. Feynman, che era incantato
dal principio di azione minima, formulò la fisica
quantistica interamente sulle basi di esso, usando quella
che è conosciuta come la "somma delle storie"
o formulazione del "sentiero integrale", perché,
come un raggio di luce apparentemente fiuta il percorso
migliore da A a B, tiene conto di tutte le possibili traiettorie
nel selezionare la più efficace.
Così
l’auto compatibilità è una conseguenza
del Principio di azione minima e si può pensare
che la natura aborrisca un paradosso da viaggio temporale.
Il che rimuove l’ultima obiezione dei fisici al
principio del viaggio temporale, e passa la mano agli
ingegneri per continuare il lavoro di costruzione di una
macchina del tempo.
Il
viaggio nel tempo vediamo in breve cosa potrebbe accadere...
La
domanda cruciale è questa: quando Serena ritorna
nel 1934, è o non è in grado di far terminare
prematuramente la storia d'amore dei suoi nonni?
Ciascuna
delle due risposte crea problemi.
Se
Serena può impedire la propria nascita, vi è
una contraddizione; se non può, allora questa incapacità appare illogica: che cosa impedisce a Serena di comportarsi
come vuole?
Dobbiamo
forse immaginare che sia colta da una strana paralisi
ogni volta che tenta di mettere in pratica determinate
intenzioni?
Situazioni
come questa una versione addolcita del classico paradosso
in cui il nonno è assassinato dal nipote tornato
indietro nel tempo sono spesso considerate una prova dell'impossibilità del viaggio nel tempo.
E
tuttavia, contrariamente al senso comune, le leggi della
fisica non proibiscono simili avventure.
Il
viaggio nel tempo consentirebbe altri strani fenomeni?
Certo!,
consentirebbe anche un altro strano fenomeno che chiameremo
separazione asimmetrica. Supponiamo che il ragazzo di
Serena, Stefano, rimanga indietro quando lei usa la macchina
del tempo in uno dei modi che abbiamo descritto.
In
metà degli universi Serena vi entra e non ritorna;
così, dal punto di vista di Stefano, esiste la
possibilità di una separazione da lei.
Metà
delle versioni di lui vedrà Serena partire per
non tornare mai più.
(L'altra
metà sarà raggiunta da una seconda Serena.)
Dal
punto di vista di Serena, però, non vi è
mai una possibilità di separazione da Stefano,
perché ogni versione di lei finirà in un
universo contenente un'altra versione di lui
(anche
se dovrà dividere questa versione di lui con un'altra
versione di se stessa).
Se
Stefano e Serena si mettono d'accordo per seguire un piano
simile a quello descritto prima - entrare nella macchina
del tempo se e solo se l'altro non ne esce prima possono
separarsi completamente e andare a finire in universi
differenti.
Se
eseguissero progetti ancora più complessi, ognuno
di loro potrebbe ritrovarsi in compagnia di un numero
variabile di versioni dell'altro.
Qualora
il viaggio nel tempo fosse effettuabile a grande scala,
ipotetiche civiltà galattiche potrebbero sfruttare
la separazione asimmetrica per giungere a dominare un'intera
galassia.
Una
civiltà potrebbe addirittura "donare" interamente se stessa in un numero qualsiasi di copie,
proprio come ha fatto Serena.
Quanto
più spesso ciò accade, tanto più
è probabile che un osservatore veda la civiltà
sparire dall'universo in cui si trova, proprio come Stefano
vede svanire Sonia dall'universo A quando il "clone" di lei appare nell'universo B.