Clima. Il Mar Tirreno è 2 gradi più caldo della media degli ultimi 30 anni !

 

Sull’evoluzione delle temperature marine, abbiamo una buona quantità di dati storici, visto che i comandanti dei mercantili erano obbligati a riportare le temperature dell’acqua sul giornale di bordo già 150 anni fa. Ora si può contare anche sui dati satellitari. E la ricerca dà i suoi risultati, che coincidono e perfezionano quelli provenienti da altre istituzioni. Per quanto riguarda il clima, la novità di quest’anno riguarda infatti il riscaldamento delle acque marine. Quella del 2009 è stata l’estate record per le temperature marine nel Mediterraneo, oltre che negli oceani di tutto il mondo. I dati del periodo giugno-agosto, raccolti ed analizzati a livello nazionale dall’Enea e dall’Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima di Roma confermano quelli globali e tutti e puntano nella direzione di un riscaldamento delle acque superficiali che è stato leggermente meno elevato, facendo la media degli ultimi 150 anni, rispetto a quello delle temperature medie terrestri (mediate su 130 anni) ma che negli ultimi decenni ha cominciato a crescere velocemente. Secondo le ricerche svolte dall’Enea e dal CNR, la temperatura superficiale del Mediterraneo è stata quest’estate di 1 grado sopra la media degli ultimi 30 anni: nel Tirreno questo dato è ancora più alto e arriva a quasi 2 gradi oltre la media delle temperature nei tre decenni precedenti. In generale, il Mediterraneo si è riscaldato di 0,6 gradi tra il 1975 e il 2008, più della media globale. In questo mare si sta osservando un’accelerazione del riscaldamento delle acque superficiali e profonde. Questi dati sono confermati anche dalle analisi di dati strumentali raccolti negli ultimi 50 anni su tutta la colonna d’acqua. In particolare uno dei dati più robusti è il riscaldamento delle acque di fondo (sotto i mille metri, dove risiede la memoria degli eventi climatici del passato) del Mediterraneo, soprattutto nella parte occidentale del bacino. Infine, per quanto riguarda il futuro dell’area mediterranea, i nostri modelli numerici stanno prevedendo per i prossimi decenni un’intensificazione di tali fenomeni di riscaldamento soprattutto nei periodi estivi e un aumento di eventi estremi di precipitazioni atmosferiche durante l’inverno. E questo in base a scenari di produzione della CO2 non particolarmente drammatici.

 

PRECIPITAZIONI PREVISTE PER GIUGNO LUGLIO AGOSTO2010

MODELLO (FONTE IRI)

 

Firenze sotto la neve

Il quadro generale del clima della Toscana presenta caratteristiche diverse da zona a zona, esso è influenzato principalmente sia dal mare che bagna la regione a ovest, sia dalla dorsale appenninica che chiude il territorio prima a nord e poi a est. Le correnti d'aria che influenzano il clima della Toscana presentano spesso andamenti diversi a nord e a sud dell'Isola d'Elba, che si comporta come una sorta di biforcazione per le condizioni meteorologiche.

Il clima nella fascia costiera è tipicamente mediterraneo con temperature medie annue attorno ai 15 °C nel tratto a nord di Cecina ai 16 °C lungo la costa maremmana.

L'entroterra presenta in pianura temperature medie annue appena inferiori rispetto ai valori medi della corrispondente linea di costa: ciò è dovuto all'accentuarsi della continentalità e delle escursioni termiche sia annue che giornaliere. I valori medi di gennaio sono generalmente compresi tra i 2 °C e i 6 °C, mentre quelli di luglio sono generalmente compresi tra 24 °C e 33°C.

Temperature massime:

Firenze +42,6 °C (luglio 1983).
Arezzo +41,5 °C (luglio 1983 )
Grosseto +41,5 °C (agosto 1943).
Pistoia +42,4 °C (agosto 1943);
Siena +40,4 °C (luglio 1983).
Prato +41,0 °C (luglio 1952).
Lucca +39,5 °C (agosto 1944 e luglio 1983).
Pisa +39,5 °C (agosto 1943).
Massa +37,5 °C (luglio 1950).
Livorno +37,0 °C (luglio 1952 e luglio 1983).
Elba +36,1 °C (agosto 1981).

temperature minime:

Firenze -23,2 °C (gennaio 1985).
Arezzo -20,2 °C (gennaio 1985).
Pisa -13,8 °C (gennaio 1985).
Prato -13,8 °C (gennaio 1985).
Lucca -13,4 °C (gennaio 1985).
Grosseto -13,2 °C (gennaio 1985).
Pistoia -13,0 °C (gennaio 1985).
Livorno -10,0 °C (dicembre 1879).
Siena -11,7 °C (gennaio 1985).
Elba -9,9 °C (gennaio 1963).

La dorsale appenninica ci protegge quasi interamente nella stagione invernale dai gelidi venti del primo quadrante (tramontana, grecale, levante) rendendo il clima meno rigido, anche se negli ultimi anni si è accentuato , a parità di latitudine, rispetto al versante orientale della penisola italiana; per lo stesso motivo, sono piuttosto modesti i fenomeni nevosi al di sotto dei 300 m di quota. La neve è molto rara nelle aree pianeggianti delle province di Grosseto, Livorno, Pisa, Lucca , mentre le province di Firenze, Prato e Pistoia vedono generalmente due o tre episodi di neve ogni inverno. Pistoia è la provincia più nevosa della Toscana per quanto riguarda la pianura, da Prato, che vedono almeno un accumulo per ogni inverno; la città relativamente più nevosa è Arezzo. Le nevicate risultano pertanto rarissime lungo la fascia costiera, risultando eventi davvero unici lungo il litorale della Maremma grossetana dove si ricordano solo nel 1956, durante un'eccezionale e prolungata avvenzione di aria gelida Siberiana, nel 1985, durante la caduta di una parte del vortice polare in Europa, e nel dicembre 1996, quando il vento siberiano, il 27, di burian arrivò a penetrare fin nelle regioni centrali italiane. Lungo il litorale e sulle isole dell'Arcipelago, i venti prevalenti sono a regime di brezza, soprattutto in condizioni anticicloniche e durante il periodo compreso tra marzo e ottobre. Durante questi mesi, in presenza di un centro di alta pressione situato in posizione settentrionale rispetto alla regione, possono soffiare venti dai quadranti settentrionali nelle zone interne, mentre lungo le coste a metà giornata può avvenire comunque la rotazione a brezza

Temperature minime e massime nel 2009 registrate su su Pontassieve

Temperatura minima registrata in Pontassieve -6.1°C il giorno 05 Gennaio 2009 0re 08:05 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve -5.1°C il giorno 14 Febbraio 2009 0re 07:40 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve -4.2°C il giorno 15 Febbraio 2009 0re 06:05 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve -4.8°C il giorno 16 Febbraio 2009 0re 06:20 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve -2.8°C il giorno 18 Febbraio 2009 0re 23:55 pm

Temperatura minima registrata in Pontassieve -4.5°C il giorno 19 Febbraio 2009 0re 04:05 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve -4.4°C il giorno 20 Febbraio 2009 0re 07:25 am

Temperatura massima registrata in Pontassieve 34,8 °C il giorno 24 maggio 2009 ore 16,45 pm

Temperatura massima registrata in Pontassieve 37 ,7 °C il giorno 16 Luglio 2009 ore 17,10 pm

Temperatura massima registrata in Pontassieve 36,2 °C il giorno 16 Agosto 2009 ore 15,50 pm

Temperatura massima registrata in Pontassieve 37,9 °C il giorno 18 Agosto 2009 ore 16,35 pm

Temperatura massima registrata in Pontassieve 39,1 °C il giorno 19 Agosto 2009 ore 14,35 pm

Temperatura minima registrata in Pontassieve - 6.4°C il giorno 19 Dicembre 2009 0re 00:00 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve - 10.3°C il giorno 20 Dicembre 2009 0re 08:15 am

Temperatura minima registrata in Pontassieve - 5.8°C il giorno 21 Dicembre 2009 0re 00:05 am

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Il suolo e l'acqua nelle nostre zone della Valdisieve e dintorni

 

La depressione del Mugello è di tipo tettonico e si è originata come altre depressioni (Casentino, Valdarno Superiore, Val Tiberina) nell'Oligocene cioè 30 milioni di anni fa. Successivamente a questo periodo possiamo identificare fasi diverse che modellarono l'attuale bacino del Mugello.

 

La genesi della valle e dell'antico lago

Durante l'Oligocene, cioè circa 30 milioni di anni fa, è presente in Italia una notevole sedimentazione con formazione di argilliti, marne e arenarie. Praticamente la nostra penisola è interamente coperta dal mare. Nel periodo successivo, il Miocene, 15 milioni di anni fa iniziano le fasi orogenetiche appenniniche che portano in Toscana all'emersione dei monti dell'Uccellina e delle Colline metallifere. Proprio nel Miocene siamo in presenza di una compressione che conduce alla formazione di pieghe successive lungo l'asse appenninico che permettono di consolidare il materiale precedentemente sedimentato. Nel Pliocene si sviluppa una seconda fase orogenetica a carattere distensivo. Si vengono a formare host e graben in corrispondenza della formazione di faglie perpendicolari all'asse dei rilievi. E quindi una subsidenza lungo la direzione NW-SE che ospiterà il paleo-lago.

 

La fase lacustre

Nel Pliocene superiore cioè circa 3 milioni di anni fa, la conca si isola dal mare e ospita un lago di 300 Km di estensione. Avvengono le stesse fasi anche in altre formazioni originariamente lacustri come il Casentino, il Valdarno Superiore, la Val Tiberina, la depressione di Firenze-Pistoia. La profondità del lago del Mugello è minore nel primo tratto fino alla stretta di Bilancino (100 metri) e maggiore nell'area relativa a Borgo S. Lorenzo (500 metri). Tutti i bacini interni raggiungono il massimo sviluppo nel periodo Villafranchiano, cioè nel Pliocene superiore circa 1,8 milioni di anni fa). Le acque del lago mugellano vengono scaricate o a Sud-Est nella zona dell'attuale Vicchio o secondo un'altra ipotesi ad ovest verso la valle del torrente Marina. L'erosione della rete idrografica del bacino apporta notevoli quantità di materiali incoerenti nel bacino come ghiaie, sabbie, limi, argille. Le piante di alto fusto una volta sedimentate fossilizzano originando strati di lignite (Zona detta la Miniera di Barberino). Il clima inizialmente in questo periodo è temperato caldo e molto simile alla fascia subtropicale. Con la diminuzione della temperatura il clima diviene temperato umido con notevoli quantità di precipitazioni. Tale aspetto accelera una fase erosiva dei rilievi ed in particolare di quelli della sponda settentrionale. La sedimentazione conduce ad un graduale riempimento dell'antico lago.

La formazione della valle fluviale

 

I periodi interglaciali e glaciali successivi vedono prevalere l'erosione incanalata e la sedimentazione fluviale alternata, producendo terrazzamenti fluviali caratteristici della parte centrale e inferiore della conca. Alla fine del pleistocene la maggiore potenza degli affluenti settentrionali della Sieve che ormai va nella direzione attuale, comporta la formazione di conoidi alluvionali. Intanto nel paleolitico medio compare l'Uomo che lascia le sue tracce con schegge e raschiatoi ritrovati in diversi siti intorno a Barberino. In epoca più recente la valle della Sieve diviene un'area paludosa soggetta a periodiche inondazioni. I primi che affrontarono opere di bonifica furono gli etruschi.

 

CLIMATOLOGIA DELLA VALDISIEVE

 

Secondo i dati relativi agli anni 1958/87 le temperature medie annue di tutto il bacino della Sieve sono variate da 12-13°C nelle aree di fondovalle agli 8-9°C nelle aree montane, con medie, nei mesi di luglio-agosto di 23°C e 18°C e nel mese di gennaio di 4°C e 1°C. Le temperature massime e minime sono state per il 2002 le seguenti: gennaio: massima 14°C, minima 0°C luglio: massima 30°C, minima 16°C Le precipitazioni medie annue su tutto il bacino della Sieve risultano di circa 1300-1400 mm per le zone più elevate e 1000-1100 mm per quelle di fondo valle. La media delle precipitazioni del Bacino a monte di Bilancino risulta di 1268 mm annui. Il regime Pluviometrico è caratteristico dell'Appennino settentrionale e centrale. Gli inverni sono umidi, le precipitazioni estive scarse. La massima piovosità si registra in autunno e a fine inverno. Le nebbie sono prevalentemente presenti lungo il corso della Sieve nell'area di Borgo San Lorenzo. La siccità estiva (concomitanza di alte temperature e scarse precipitazioni) può dare origine ad una maggiore concentrazione di inquinanti nei corsi d'acqua. Durante l'inverno il vento dominante spira da nord nord-ovest ed è piuttosto asciutto. Questa tipologia climatica ha favorito una vegetazione spontanea piuttosto fitta di boschi misti di castagni, querce e faggi, ma anche un'agricoltura intensa in particolare nelle zone di fondo valle. La vite e l'olivo sono coltivazioni dominanti nell'ultimo tratto della Val di Sieve (zona di Pomino e Rufina).

Durante il Pliocene medio il reticolo idrografico doveva essere caratterizzato da brevi corsi d'acqua con andamento trasversale alla linea di costa che lambiva il monte Albano. Fu alla fine della Glaciazione di Gunz che la Sieve costituì l'asse principale di drenaggio del Mugello. Il sollevamento del bacino successivamente spostò la Sieve verso la parte meridionale del bacino a ridosso delle pendici della catena Monte Senario - Monte Giovi e successivamente si alternarono sedimentazioni ed erosioni che permisero la formazione di diversi livelli di terrazzi fluviali.

Oggi la Sieve si origina nei pressi di Montecuccoli, sui Monti della Calvana a 633 m e confluisce in Arno a Pontassieve (73 m). La lunghezza totale è di circa 58-60 Km; 11 Km vengono percorsi a monte di Bilancino 20 Km percorrono il Mugello che si considera esteso fino alla località di Vicchio e quindi i rimanenti proseguono nella Val di Sieve. I principali affluenti provengono tutti dal versante settentrionale in considerazione della maggiore estensione del bacino con i principali rilievi presenti. Sono immissari del lago attuale di Bilancino oltre la Sieve i torrenti Lora, Stura, Calecchia, Tavaiano, Sorcella. A valle della diga di Bilancino la Sieve riceve l'Anguidola, (San Piero), il Levisone (Scarperia), Bagnone, Bosso, Ensa, Pesciola e Muccione in sinistra idrografica, e Carza (San Piero), Faltona e Fistone in destra idrografica.

Il fiume una volta superate le Balze di Vicchio, quindi ormai oltre il Mugello, procede in una pianura alluvionale più ristretta di larghezza 200-500 metri. Tra gli affluenti da Vicchio a Pontassieve riceve in sinistra idrografica i torrenti Arsella, Botena, S. Godenzo, Moscia e Rufina ed in destra i torrenti Uscioli e Argomenna.

 Tutti i corsi d'acqua affluenti della Sieve possiedono netto carattere torrentizio con crescita rapida dell'onda di piena e fasi successive più lente con ritorno alla situazione iniziale. Di conseguenza anche le portate della Sieve indicano un regime torrentizio (netta differenza tra la massima e la minima), oggi in parte attenuato dalla regimazione della diga di Bilancino.

 

 

 
 

 

 
9/4/10    

Prefazione e note legali

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