I confini del polo nord

La convinzione è dettata dagli scenziati che anche io condivido sono nella stragrande maggioranza concordi che il clima stia cambiando, che anche se non è provata in maniera ferrea la relazione aumento di CO2 - aumento di temperatura, essa è estremamente probabile, anche se ancora non quantificabile; inoltre in questi ultimi anni lo spessore e l'estensione del ghiaccio marino polare artico si sta riducendo e continuando con questo trend, i ghiacci polari artici potrebbero scomparire durante l'estate mentre l'Antartide sarebbe solo parzialmente interessato dallo scongelamento. Negli ultimi cento anni vi è stato un aumento della temperatura media annua globale (indicata attorno ai 15°C) di 0,7°C. Quindi la Terra si sarebbe riscaldata di poco più di mezzo grado. Se andiamo sulle Alpi il riscaldamento è stato del doppio, cioè di 1,1°C; in certe zone polari, tipo la penisola Antartica, è stato cinque volte superiore, cioè 2,5°C. Le regioni polari sono più sensibili alle variazioni climatiche che non le fasce equatoriali, tropicali o di media altitudine. Ecco perché è importante vigilare in Antartide come pure nelle regioni del Polo Nord: lì i cambiamenti climatici sono più ampi e quindi più facilmente percepibili. Se andiamo nell'interno dell'Antartide sulla grande calotta, le temperature sono molto più rigide. A Dome C, per esempio, dove abbiamo fatto la perforazione a 3.300 metri di quota, la temperatura media annua è -55°C. Dove fa enormemente freddo piccoli cambiamenti non si percepiscono, che faccia -56°C o -54°C non cambia nulla.ghiacci marini artici sono esposti a rischio, mentre quelli circumantartici hanno una forte oscillazione stagionale perché non sono bloccati da continenti; sono legati alla terraferma su una sponda, ma sull'altra sono in oceano aperto, quindi praticamente ogni anno vanno via e si riformano l'anno successivo, sono ghiacci stagionali o annuali. Solo eccezionalmente, in talune baie più protette, esistono ghiacci marini più persistenti; comunque, il ghiaccio marino che si espande e si contrae enormemente intorno all'Antartide con ritmo stagionale, per ora non denuncia delle variazioni significative. Variazioni che invece sono denunciate, soprattutto in questi ultimi anni, dal ghiaccio marino polare artico, dove si riducono lo spessore e l'estensione: continuando con questo trend, i ghiacci polari artici potrebbero scomparire durante l'estate, ciò costituirebbe una cosa totalmente nuova. Anche se sappiamo che in passato i ghiacci marini polari sono cambiati.

Il clima in Artico

Il quadro climatico dell'Artide vede un 'inverno lungo e molto freddo, mentre l'estate è breve e fresca. Il Circolo polare artico delimita una zona caratterizzata da alcuni giorni dell'anno in cui il sole non tramonta mai quindi privi di buio notturno, il cosiddetto "sole di mezzanotte" e, viceversa, da altri in cui non sorge mai. Il numero dei giorni di buio o di luce continui cresce con l'aumentare della latitudine: poi, a partire dal Circolo polare, si hanno sei mesi di luce (dal 21 giugno) e sei mesi di buio continui (a partire dal 22 dicembre). Le condizioni climatiche sono influenzate dalla latitudine, che determina la quantità di luce diurna, e dalla presenza del mare, che ha una funzione mitigatrice. Ad esempio, nelle regioni interne della Groenlandia la temperatura media dell'inverno è di -33 °C, mentre nei vicini insediamenti costieri, dove il clima è temperato dalle correnti oceaniche, relativamente miti, nello stesso periodo dell'anno si ha una temperatura media di -7 °C. E ancora, il Polo Nord non è il luogo più freddo dell'Artide, poiché il suo clima è appunto mitigato dall'oceano. A Ojmjakon, nella Siberia nordorientale, si sono rilevate le temperature più basse con -68 °C. La temperatura più fredda registrata nell'America settentrionale è di -65 °C, a Snag, nel Territorio dello Yukon. I valori medi annui delle precipitazioni (comprese quelle nevose) sono spesso inferiori ai 250 mm.

 

Aurora Boreale

Il meccanismo che forma le aurore è definito “salto quantico”. Per spiegare il meccanismo, immaginiamo un atomo di idrogeno - il più semplice - che consiste di un nucleo composto da un singolo protone attorno al quale ruota un elettrone solitario. Normalmente l'elettrone ruota in una orbita il più vicino possibile al nucleo e in questo stato l'atomo possiede un minimo di energia. Ci sono altre orbite possibili, più lontane dal nucleo, nelle quali l'elettrone può ruotare, ma qui occorre molta più energia. Quando un elettrone libero collide ad alta velocità con l'elettrone dell'idrogeno, gli cede energia. Il risultato è che il nostro elettrone comincerà a ruotare più lontano dal nucleo. Ma ora è instabile e dato che non può trattenere l'energia ricevuta, deve ritornare all'orbita originale e ciò porta alla liberazione dell'energia in eccesso sotto forma di fotoni di luce. Miliardi di questi salti quantici simultanei creano le aurore. Tutto questo per spiegare semplicemente il fenomeno, ma solo uno piccolissimo numero di aurore è il risultato di salti quantici degli atomi di idrogeno. Il colore verde, il più frequente, è il risultato dei “salti” dell'ossigeno mentre il rosso è di solito dovuto all'azoto.

 

Il termine Polo Nord ha diversi significati a seconda dell'ambito in cui viene usato.Facendo riferimento alla Terra il termine Polo Nord può indicare diversi punti geografici posti sulla superficie terrestre la maggior parte dei quali sono situati nel mare Glaciale Artico. Spesso il termine Polo Nord è anche utilizzato per riferirsi in maniera generica a quella regione del mondo denominata Artide o in alcuni casi al territorio compreso all'interno del circolo polare artico.Il mare Glaciale Artico è situato interamente nella regione del Polo Nord. Occupa un bacino approssimativamente circolare ed occupa un'area di circa 14 090 000 chilometri quadrati. Quasi racchiuso dalla terraferma, questo mare è circondato dalle terre di Europa, Asia, Nordamerica e Groenlandia (per un totale di 45 389 km di linee di costa), e da numerose isole. Ai suoi bordi si trovano alcuni mari periferici: mare di Barents, mare di Beaufort, mare dei Chukchi, mare di Kara, mare di Laptev, mare Siberiano Orientale, mare di Lincoln, mare di Wandel, mare di Groenlandia, e il mare di NorvegiaIl Circolo polare artico segna il confine meridionale del giorno al solstizio di giugno e la notte polare al solstizio di dicembre. Al di là del Circolo polare artico, il sole rimane sopra l'orizzonte per almeno venti-quattro ore consecutive, almeno una volta all'anno (sole di mezzanotte). Viceversa, il sole è sotto l'orizzonte per almeno venti-quattro ore consecutive una volta l'anno, (notte polare). In realtà, a causa della rifrazione e perché il sole appare come un disco e non come un punto, una parte del sole di mezzanotte si può vedere la notte del solstizio di giugno fino ai 50' (90 km) a sud del circolo polare artico (e al solstizio di dicembre, parte del Sole è visibile fino ai 50' di latitudine a nord del circolo polare artico).L'Artide è la regione del mondo circostante il Polo Nord. Questa regione include l'Oceano Artico e le parti circostanti di Russia, Alaska, Canada, Groenlandia, Islanda, Lapponia (regione settentrionale di Svezia e Finlandia) e Norvegia (assieme alle isole Svalbard). L'isoterma di 10 °C (50 °F) di luglio è considerata il confine di questa regione.

 

 

 

La calotta di ghiacci che per milioni di anni ha coperto il Polo Nord si e' sciolta . Almeno per ora, hanno riferito gli scienziati una chiazza di mare larga almeno un miglio si e' aperta al Polo: un qualcosa che mai essere umano aveva visto con i suoi occhi, e la prova tangibile che l'effetto serra ha conseguenze piu' veloci del previsto sul riscaldamento della terra. 'Siamo stati colti completamente alla sprovvista'', ha dichiarato uno scenziato , oceanografo di Harvard e uno dei capi della commissione intergovernativa sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. L'ultima volta, secondo gli scienziati, che la calotta polare artica si e' sciolta e' stato 50 milioni di anni fa. Questi scenziati sono arrivati al Polo su un rompighiaccio russo circa un mese fa: sei mesi fa, in un simile viaggio, la nave Yamal aveva dovuto farsi strada attraverso uno strato di ghiacci spesso oltre due metri fino al traguardo del Polo Nord. Stavolta invece il ghiaccio era cosi' sottile che la luce del sole poteva attraversarlo e nutrire la concentrazione di plancton sottostante. Uno scenziato ha detto che il capitano dell'unita' russa, che ha fatto dieci volte il viaggio in anni recenti, non aveva mai visto nulla di simile. Un altro partecipante alla spedizione, il paleontologo dell'American Museum di Natural ha confermato l'allarme: la Yamal ha attraversato tratti di ghiaccio inusualmente sottile nell'approccio da Spitsbergen in Norvegia al Polo.

05-02-2009

 
     Anno 2007    

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