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Aria fredda - Aria calda e nuvole
Anche la formazione di una nube dalla mescolanza di masse di aria aventi temperatura e umidità differenti trova spiegazione mediante l'uso del grafico della pressione di vapore (equazione di Clausius-Clapeyron).
Le porzioni di aria rappresentate dai punti A e B si trovano entrambe nella regione non satura del grafico. La parte A è calda e umida, la parte B è fredda e secca. Quando vengono mescolate (per esempio in quantità uguali) può accadere che l'aria ottenuta abbia una pressione di vapore uguale alla pressione del vapore saturo a quella temperatura (punto C del grafico) e quindi avviene la condensazione.
Le scie lasciate dagli aerei sono un esempio di questo tipo di nube.
L'umidità relativa può variare principalmente per due motivi:
1) aumento o diminuzione della quantità di vapor acqueo presente nell'aria;
2) riscaldamento o raffreddamento dell'aria.
Poiché durante una giornata entrambi questi fattori possono variare, anche l'umidità relativa cambia durante il giorno. In assenza di nubi che coprano il cielo limitando l'irraggiamento, la temperatura dell'aria in superficie aumenta durante il giorno e diminuisce durante la notte. Anche se la quantità di vapor acqueo nell'aria restasse costante, l'umidità relativa cambierebbe semplicemente in conseguenza delle variazioni di temperatura. Queste variazioni diurne legate alla diversa altezza del sole nel corso della giornata in condizioni di bel tempo stabile sono estremamente regolari. Altrettanto regolare è perciò anche l'umidità relativa: più elevata nelle prime ore del mattino (la parte più fredda di una giornata) che nel pomeriggio (la parte più calda del giorno). Variazioni irregolari di temperatura e umidità relativa intervengono a causa degli spostamenti di masse d'aria e dell'arrivo di perturbazioni.
L'umidità relativa permette di conoscere quanto sia prossima la saturazione, ma non fornisce direttamente l'effettiva quantità di vapore acqueo presente nell'atmosfera. Il meteorologo preferisce conoscere l'effettiva quantità di vapor acqueo, per prevedere più accuratamente l'arrivo di una perturbazione o la formazione delle nubi. La temperatura del punto di rugiada fornisce questa informazione in modo diretto.
Tuttavia, il punto di rugiada fornisce quindi un modo di indicare il contenuto di umidità dell'aria: più alto è il punto di rugiada, maggiore è il contenuto di vapor acqueo nell'aria a una certa temperatura. Da segnalare che questo parametro, pur essendo dimensionalmente una temperatura, non influisce sulla effettiva temperatura dell'aria che è normalmente più alta del punto di rugiada. Quando il punto di rugiada e la temperatura dell'aria sono uguali, l'aria è detta satura. Il punto di rugiada non è mai superiore alla temperatura dell'aria. A quel punto se l'aria viene ulteriormente raffreddata, il vapor acqueo deve essere rimosso dall'aria e ciò può realizzarsi attraverso un processo di condensazione, che ha come risultato la formazione di piccole goccioline di acqua che possono portare allo sviluppo di nebbie, nubi o anche precipitazioni.
Equazione di Clausius-Clapeyron 
Le nubi si formano attraverso processi naturali legati all'umidità atmosferica. Il vapor acqueo (invisibile! ma rilevabile con il satellite meteorologico) nell'atmosfera viene costantemente rinnovato dai processi di evaporazione, mentre le precipitazioni, in forma di pioggia o neve, a loro volta riportano l'acqua sulla superficie terrestre, completando il ciclo idrologico. L'aria è composta soprattutto da azoto e ossigeno, ma in parte anche da vapor acqueo. Le nubi si formano quando l'aria si raffredda fino al punto in cui il vapor acqueo condensa, ovvero la condensazione avviene quando una porzione di aria è satura di vapor acqueo. Quando l'aria umida si muove verso l'alto incontra pressioni più basse e si espande, raffreddandosi. L'aria fredda può contenere meno vapor acqueo e la sua temperatura può eventualmente raggiungere il punto di saturazione. Il vapor acqueo allora condensa, formando piccole goccioline che raggruppandosi in gocce più grosse formano una nube. Un ulteriore raffreddamento può portare anche alla formazione di cristalli di ghiaccio. In definitiva la comparsa di una nube fornisce l'evidenza visiva della presenza dell'acqua nell'atmosfera. La quantità di umidità presente nell'aria si può esprimere in vari modi. L'unità di misura di riferimento è la pressione parziale del vapor acqueo, che rappresenta la pressione esercitata dalla componente dovuta al vapor acqueo della pressione atmosferica totale, e tipicamente è una piccola frazione della pressione atmosferica complessiva. Pertanto la pressione parziale del vapore acqueo al punto di condensazione è detta pressione del vapore saturo e dipende dalla temperatura secondo quanto indicato dalla equazione di Clausius-Clapeyron, che può essere ricavata dal primo principio della termodinamica. La curva corrispondente, che rappresenta la pressione del vapore saturo in funzione della temperatura, aiuta a comprendere il processo termodinamico che porta alla formazione di una nube.
Le nubi formate per convezione sono dovute al fatto che l'aria calda tende a salire (correnti convettive), Pertanto quando il sole irraggia la terra, lo strato di aria più vicino alla superficie si riscalda; l'aria calda, essendo meno densa dell'aria circostante, viene portata verso l'alto dalla spinta di Archimede. Quindi questa bolla d'aria calda ascendente (detta termica) tende a salire espandendosi a causa della minor pressione esterna e raffreddandosi adiabaticamente. Se una termica raggiunge un'altezza a cui la temperatura si è abbassata fino al punto di saturazione, il contenuto di vapor acqueo diventa visibile sotto forma di nube (cumulo). Le termiche cominciano a formarsi nel corso della mattinata quando la superficie terrestre si riscalda; con l'aumentare della temperatura compaiono anzitutto dei piccoli gruppi di cumuli che tendono ad accrescersi. Il loro sviluppo verticale continua sino a che l'aria della bolla si mantiene più calda dell'aria circostante. Quando la temperatura dell'aria al suolo raggiunge i valori più elevati, nel primo pomeriggio, anche i cumuli raggiungono il loro massimo sviluppo. Nel tardo pomeriggio e in serata i cumuli tendono a scomparire, dissolvendosi completamente nella notte quando l'aria e la superficie terrestre si raffreddano.
Tuttavia le nubi di tipo cumuliforme ben distanziate e separate indicano un periodo di tempo buono: infatti l'aria che affluisce è troppo secca oppure l'aria al suolo è troppo fredda perché si abbiano precipitazioni. Nubi di questo tipo si formano comunemente in estate (cumuli di bel tempo). Ma anche le grosse nubi cumuliformi di un temporale sono esempi di nube convettiva. Inoltre la convezione spiega anche perchè le regioni vicine all'equatore sono quasi sempre coperte di nubi durante la parte più calda del giorno.
Conduzione Termica
La conduzione è un processo mediante il quale il calore fluisce da una regione a temperatura maggiore verso una regione a temperatura minore attraverso un solo mezzo. Nella conduzione l'energia si trasmette per contatto diretto tra le molecole senza che si spostino sensibilmente. Secondo la teoria cinetica, la temperatura di un elemento materiale è proporzionale all'energia cinetica media delle sue molecole e l'energia posseduta da un elemento materiale in virtù della velocità e della posizione relativa delle molecole si chiama energia interna. Per cui quanto più velocemente si muovono le molecole tanto maggiori sono la temperatura e l'energia interna di un elemento di materia. La conduzione è il solo meccanismo secondo cui il calore può propagarsi nei solidi opachi. Il meccanismo funziona così: Quando le molecole di una regione acquistano un'energia cinetica media maggiore delle molecole di una regione adiacente, come indicato da una differenza di temperatura, le molecole aventi maggiore energia cedono parte di questa alle molecole della regione a temperatura minore. Lo scambio di energia può avvenire per urto elastico (nei fluidi) o per la diffusione degli elettroni più veloci (nei metalli). Indipendetemente dal meccanismo l'effetto rilevabile è un livellamento della temperatura.
Convezione
La trasmissione del calore avviene per convezione quando al meccanismo proprio della conduzione, a livello molecolare, si sovrappone un trasporto di energia interna da un punto all'altro del sistema, dovuto al fatto che gli elementi del fluido sono dotati di un moto relativo l'uno rispetto all'altro.
Cos'e' l'aria?
L'aria non e' nient'altro che una miscela di una varietà di gas. L'aria atmosferica consiste di azoto, ossigeno, che è la sostanza sostenitrica della vita per gli animali e gli esseri umani, l'anidride carbonica, il vapore acqueo ed piccole quantita' di altri elementi (argon, neon, ecc.). Più in alto nell'atmosfera l'aria contiene inoltre ozono, elio e idrogeno. Si può notare chiaramente la presenza dell'aria solo in presenza di vento.
Di che cosa consiste l'aria?
L'aria che respiriamo consiste dei seguenti gas:
Azoto (N2) 78%
Ossigeno (O2) 20%
Gas nobili 1%
Anidride carbonica (CO2) 0,03%
Vapore acqueo (H2O) 0,97%
La quantità di acqua contenuta nell'aria varia notevolmente. Quando grandi quantita' di acqua sono presenti nell'aria altri elementi sono presenti in quantita' piu' basse. La quantità di acqua nell'aria può aumentare fino al 4%. La percentuale più bassa di acqua nell'aria è 0.5%. L'acqua spinge i gas più vicino, in modo da poter occupare parecchio spazio.
Quando la quantità di acqua nell'aria è molto bassa, l'aria è detta secca. Il peso di 22.4 dm3 di aria secca è 28.96 grammi. Quando l'aria contiene sufficienti quantita' di acqua è detta umida. L'aria umida è più pesante dell'aria asciutta.
Oltre agli elementi precedentemente elencati, anche altri elementi sono presenti nell'aria. Tuttavia, le percentuali di tali elementi sono molto basse. In aria si possono trovare anche aereosol: si tratta di particelle di polvere scaricate sulla superficie della terra dal vento, o emesse durante l'attività vulcanica. Quando avvengono dei processi di combustione, anche ceneri e particelle grimose finiscono nell'aria.
La composizione dell'aria varia notevolmente con altezza. Oltre novanta chilometri sopra la superficie terrestre le molecole dell'ossigeno si scompongono e restano soltanto atomi di ossigeno. Oltre cento chilometri sopra la superficie delle terre, anche le molecole dell'azoto si scindono. A tale altezza l'aria non ha la composizione che conosciamo. La' l'atmosfera è completamente differente.
Trasformazioni termodinamiche
Quando un sistema passa da uno stato di equilibrio ad un altro, si dice che avviene una trasformazione termodinamica: si distingue tra trasformazioni reversibili, ovvero quelle trasformazioni che consentono di essere ripercorse in senso inverso (si ritorna precisamente al punto di partenza, ripercorrendo all'indietro gli stessi passi dell'andata), e trasformazioni irreversibili, ovvero quelle trasformazioni che, se ripercorse all'indietro, non faranno ritornare al punto iniziale, ma ad uno diverso.
I Principi della Termodinamica
I principi della termodinamica vennero enunciati nel corso del XIX secolo e regolano le trasformazioni termodinamiche, il loro procedere, i loro limiti. Si possono distinguere tre principi di base più un principio zero che definisce la temperatura, e che è implicito negli altri tre.
Principio Zero
Quando due sistemi interagenti sono in equilibrio, condividono alcune proprietà, che possono essere misurate dando loro un preciso valore numerico. In conseguenza, quando due sistemi sono in equilibrio con un terzo, sono in equlibrio tra loro e la proprietà condivisa è la temperatura. Il principio zero della termodinamica dice semplicemente che, se un corpo "A" è in equilibrio termico con un corpo "B", e "B" è in equilibrio termico con un corpo "C", "A" e "C" sono in equilibrio tra loro. Tale principio spiega il fatto che due corpi a temperature diverse, tra cui si scambia del calore, (n.b. anche se questo concetto non è presente nel principio zero) raggiungono la stessa temperatura. Nella formulazione cinetica della termodinamica, il principio zero rappresenta la tendenza a raggiungere un'energia cinetica media comune degli atomi e delle molecole dei corpi tra cui avviene scambio di calore: in media, come conseguenza degli urti delle particelle del corpo più caldo, mediamente più veloci, con le particelle del corpo più freddo, mediamente più lente, si avrà passaggio di energia dalle prime alle seconde, tendendo dunque ad uguagliare le temperature. L'efficienza dello scambio di energia determina i calori specifici dei materiali coinvolti.
Primo Principio
Quando un corpo viene posto a contatto con un altro corpo relativamente più freddo, avviene una trasformazione che porta a uno stato di equilibrio, in cui sono uguali le temperature dei due corpi. Per spiegare questo fenomeno, gli scienziati del XVIII secolo supposero che una sostanza, presente in maggior quantitа nel corpo più caldo, passasse nel corpo più freddo. Questa sostanza ipotetica, detta calorico, era pensata come un fluido capace di muoversi attraverso la materia. Il primo principio della termodinamica invece identifica il calore come una forma di energia che può essere convertita in lavoro meccanico ed essere immagazzinata, ma che non è una sostanza materiale. È stato dimostrato sperimentalmente che il calore, misurato originariamente in calorie, e il lavoro o l'energia, misurati in joule, sono assolutamente equivalenti. Ogni caloria equivale a 4,186 joule. Il primo principio è dunque un principio di conservazione dell'energia. In ogni macchina termica una certa quantità di energia viene trasformata in lavoro: non può esistere nessuna macchina che produca lavoro senza consumare energia. Una simile macchina, se esistesse, produrrebbe infatti il cosiddetto moto perpetuo di prima specie. Il primo principio viene tradizionalmente enunciato come "In un sistema chiuso si ha che ΔU = Q - L dove U è l'energia interna del sistema, Q è il calore scambiato (positivo se fornito al sistema) e L il lavoro compiuto (positivo se compiuto dal sistema sull'ambiente). La convenzione dei segni risente del legame con lo studio dei motori termici, nei quali il calore viene trasformato (parzialmente) in lavoro.
Secondo Principio
Esistono diversi enunciati del secondo principio, tutti equivalenti, e ciascuna delle formulazioni ne mette in risalto un particolare aspetto. Esso afferma che è impossibile realizzare una macchina ciclica che abbia come unico risultato il trasferimento di calore da un corpo freddo a uno caldo (enunciato di Clausius) o, equivalentemente, che è impossibile costruire una macchina ciclica che operi producendo lavoro a spese del calore sottratto a una sola sorgente (enunciato di Kelvin). Quest'ultima limitazione nega la possibilità di realizzare il cosiddetto moto perpetuo di seconda specie. L'entropia totale di un sistema chiuso rimane invariata quando si svolge una trasformazione reversibile ed aumenta quando si svolge una trasformazione irreversibile.
Terzo Principio
È strettamente legato al secondo, e in alcuni casi è considerato come una conseguenza di quest'ultimo. Può essere enunciato dicendo che è impossibile raggiungere lo zero assoluto con un numero finito di trasformazioni e fornisce una precisa definizione della grandezza chiamata entropia.
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Strati dell'atmosfera
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Troposfera: compresa fra la superficie ed i 14500 metri di altezza, e' lo strato piu' denso dove avvengono tutti quei fenomeni di carattere meteorologico, causati dalla circolazione delle masse d'aria che danno vita ai venti, alle nuvole ed alle precipitazioni atmosferiche.La temperatura scende da circa 17 a -52°
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Stratosfera: giunge sino ai 50.000 metri di altezza, dove e' presente uno strato di ozono, un gas che, assorbendole,ci protegge dalle radiazioni ultraviolette.Meno densa della precedente qui, la temperatura cresce fino a -3° C.
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Mesosfera: Ha inizio poco sopra la stratosfera e si estende per 85.000 metri . In questa regione, la temperatura scende, con l'aumentare dell'altudine, fino a -93°. Gli elementi chimici sono in uno stato di continua eccitazione, assorbendo continuamente energia dal Sole, e' una zona ricca di particelle ionizzate che si lascia attraversare solo dalla luce visibile e dalle onde radio.La mesopausa separa la mesosfera dallo strato seguente. Le regioni della stratosfera e della mesosfere, insieme alla stratopausa ed alla mesopausa, rientrano in quella che viene definita tecnicamente media atmosfera o Ionosfera.
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Termosfera: Ha inizio appena al di sopra della mesosfera e si estende fino a 600.000 metri di altezza. La temperatura si innalza con l'altezza a causa del maggiore flusso di energia solare e può raggiungere 1,727° C. In questo strato, che fa parte di quella che viene definita alta atmosfera, le reazioni chimiche avvengono più velocemente che sulla Terra.
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Esosfera: l'ultimo strato, oltre il quale ormai siamo gia' nello spazio esterno.I componenti primari di questa regione dell'atmosfera sono l'idrogeno e l'elio, presenti peraltro a densità estremamente basse.
Processi di raffreddamento dell'aria
Le nubi si formano quando l'aria umida viene raffreddata fino al punto di rugiada, con conseguente condensazione del vapor acqueo presente in essa. I processi di raffreddamento più comuni sono: Contatto dell'aria calda con una superficie fredda per advezione
Si chiama advezione il trasporto orizzontale di qualsiasi proprietà atmosferica da parte del vento. Il trasporto orizzontale di aria calda e umida sopra una superficie fredda raffredda l'aria stessa, anche fino alla temperatura di rugiada provocando la condensazione. In questo modo si originano per lo più formazioni nebbiose (nebbie di advezione). Mescolanza di aria calda e fredda
Quando porzioni di aria a diversa temperatura e diverso contenuto di vapor acqueo si mescolano, si può avere la formazione di nubi. Anche questo tipo di nube si può spiegare attraverso il grafico della pressione del vapore. Movimenti ascendenti dell'aria
Un ulteriore modo di raffreddare l'aria fino al punto di rugiada è mediante l'innalzamento a quote più elevate. Poiché la pressione e di conseguenza la temperatura diminuiscono velocemente con l'altezza, una bolla di aria che sale si raffredderà rapidamente. I più comuni modi di innalzamento dell'aria sono: la convezione,
il sollevamento dovuto a cause orografiche,
il sollevamento lungo zone frontali,
la convergenza di aria in una zona di bassa pressione. Quando il sole irraggia la terra, lo strato di aria più vicino alla superficie si riscalda; l'aria calda, essendo meno densa dell'aria circostante, viene portata verso l'alto dalla spinta di Archimede. Quindi questa bolla d'aria calda ascendente (detta termica) tende a salire espandendosi a causa della minor pressione esterna e raffreddandosi adiabaticamente. Se una termica raggiunge un'altezza a cui la temperatura si è abbassata fino al punto di saturazione, il contenuto di vapor acqueo diventa visibile sotto forma di nube (cumulo).
Il calore
Il calore è la forma macroscopica nella quale l'energia passa da un sistema fisico ad un altro unicamente a causa di differenze di temperatura.
Secondo l'interpretazione corrente, la temperatura di un sistema costituito da un grande numero di soggetti costituenti è in generale proporzionale all'energia media per soggetto: il corrispondente flusso di energia tra due sistemi a diversa temperatura è allora attribuibile alle innumerevoli interazioni tra i soggetti costituenti i due sistemi. In ciascuna di tali interazioni, che di solito avvengono a coppie, l'energia dei soggetti interagenti si conserva complessivamente ma si ripartisce in modo da aumentare nei soggetti meno energetici e diminuire in quelli più energetici.
In quanto energia, il calore si misura nel Sistema Internazionale in Joule. Nella pratica viene tuttavia ancora spesso usata come unità di misura la caloria.
È importante ricordare che la temperatura non è assolutamente la misura del calore. Possono esistere corpi ad alto calore ma bassa temperatura o vicevrsa: per esempio uno spillo arroventato è un corpo a relativamente alta temperatura ma basso calore, mentre una bacinella di acqua tipida è a bassa temperatura ma relativamente alto calore.
equivalenze:
1 cal = 4,186 Joule
1 Joule = 0,2388 cal
1 CAL = 1 kcal = 1000 cal
Il passaggio del calore tra sistemi può avvenire per conduzione: in uno stesso corpo o fra corpi a contatto si ha una trasmissione, per urti, di energia cinetica tra le molecole appartenenti a zone limitrofe del materiale. Nella conduzione viene trasferita energia attraverso la materia ma senza movimento macroscopico di quest'ultima;
per avvezione e in particolare per convezione: in un fluido in movimento, porzioni del fluido possono scaldarsi o raffreddarsi per conduzione a contatto di superfici esterne e poi, nel corso del loro moto (spesso a carattere turbolento), trasferire, sempre per conduzione l'energia così scambiata ad altre superfici, dando così luogo ad un trasferimento di calore per avvezione. In un campo gravitazionale quale quello terrestre della forza peso, tale modalità di trasferimento di calore, detta convezione libera, ed è dovuta al naturale prodursi di correnti avvettive, calde verso l'alto e fredde verso il basso, dovute a diversità di temperatura e quindi di densità delle regioni di fluido coinvolte nel fenomeno, rispetto a quelle del fluido circostante;
per irraggiamento: tra due sistemi la trasmissione di calore avviene a distanza, anche nel vuoto per emissione, propagazione e assorbimento di onde elettromagnetiche: anche in questo caso il corpo a temperatura inferiore si riscalda e quello a temperatura superiore si raffredda.
Nella pratica tecnica e nell'impiantistica in genere lo scambio di calore senza mescolamento tra fluidi diversi avviene in dispositivi appositamente progettati chiamati appunto scambiatori di calore.
Le forze di Coriolis
E noto a tutti, il sole riscalda la terra in modo non uniforme: poco ai poli e parecchio all'equatore; inoltre, come abbiamo visto, terra e acqua rispondono in modo differente all'insolazione. L'aria che ricopre la superficie terrestre viene anch'essa riscaldata in modo diverso nelle diverse zone e (trattandosi di un gas) le differenze di temperatura divengono anche differenze di pressione. Il vento si genera per la tendenza dell'aria a trasferirsi da una zona di maggior pressione ad una di minor pressione. Tuttavia, dal momento che la terra è in perenne rotazione, i "torrenti di aria" sulla sua superficie vengono deviati in accordo con questa rotazione: per quanto possa sembrare strano, i venti subiscono una deviazione verso destra nell'Emisfero Nord (detto anche Boreale) e verso sinistra nell'emisfero Sud (detto anche Australe). Fu Coriolis ad accorgersi delle deviazioni dell'aria dovute alla rotazione terrestre, e questo fenomeno ha preso il suo nome. Le differenze di pressione e le forze di Coriolis, agendo insieme, provocano ampi movimenti vorticosi.


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