Acone, Colognole, Doccia, Galiga, Molin del Piano, Montebonello, Monteloro, Santa Brigida, Sieci
PONTASSIEVE
Si estende su una superficie di 114,44 Kmq e conta circa 20.707 abitanti.
Conserva ancora oggi alcuni resti Medievali delle mura e delle porte ma l'unica ancora meglio conservata è la Porta Aretina (Torre dell'Orologio).
La Sieve (Sepis il nome latino) nasce a mezza costa del Poggio alla Golaia, nei pressi di Montecuccoli, sulle pendici dei monti della Calvana che separano il Mugello dalla valle del Bisenzio. Dalla sorgente la Sieve si incanala in una valle, in direzione Nord-Ovest Sud-Est, cioe con un corso parallelo alla catena appenninica che la sovrasta.Successivamente, grosso modo all'altezza di Vicchio, il corso del fiume segna una curvatura che accentua progressivamente la direzione sud. Ne risulta in complesso una sorta di semicerchio con all'interno, ossia a destra del fiume, i monti che separano quest'ultimo dalla conca dove sorge Firenze, cioè Monte Morello (m. 934), Monte Senario (m. 815) e Monte Giovi (m. 992). A sinistra della Sieve stanno invece i contrafforti della catena appenninica.
L'aspetto di queste montagne è arrotondato, dolce, a causa dell'azione esercitata dai fattori erosivi sulle rocce piuttosto friabili e poco compatte; solo qua e là si eleva qualche sperone roccioso. Questo tratto di Appennino non presenta cime elevate; in genere esse superano di poco i mille metri e in qualche caso sfiorano i 1300 (partendo da nord-ovest ricordiamo il Sasso di Castro, 1277, Monte Freddi, 1303, Monte Carzolano, 1187, Monte Peschiena, 1198, e il Poggio Piano, 1142, nell'Alpe detta di San Benedetto). I passi più frequentati, sempre partendo da nord-ovest, sono la Futa (903), il Giogo (882), la Colla di Casaglia (913), il Muraglione (907). Un po' discosto dalla catena appenninica, all'altezza di Dicomano, le pendici del massiccio del Falterona (1654), parandosi di fronte alla Sieve determinano, come si è visto, la curvatura nella seconda metà del corso del fiume.
Il clima è temperato e abbastanza umido; le piogge sono tuttavia più abbondanti nel Mugello che nella Val di Sieve.
Alquanto piovosi sono i mesi autunnali e primaverili; non di rado in questi periodi si hanno punte di piovosità estremamente accentuata che provocano piene improvvise nei corsi d'acqua. A questo proposito si può ricordare l'ultima alluvione dell'Arno nel novembre del '66, provocata fra l'altro dall'eccezionale piena dellaSieve, in omaggio al detto popolare per cui "Arno non cresce se Sieve non mesce".
Gli inverni sono abbastanza freddi, con la persistenza uggiosa della nebbia (soprattutto nel Mugello, meno nella Val di Sieve);rare comunque le temperature inferiori a -6°, -8°. Le estati sono relativamente calde, ma non si raggiungono mai le punte di calore che affliggono Firenze, grazie all'influenza mitigatrice dell'aria fresca di montagna. I venti della valle sono prevalentemente lo scirocco, che soffia in primavera e autunno portando le piogge, e in inverno il tramontano (da nord e nord est), freddo e asciutto, che talvolta soffia con violenza notevole.