Tra
le equazioni di Maxwell quella sopra riportata è quella
che esprime le relazioni fra il campo elettrico e quello magnetico,
quando subivano delle variazioni accelerate.
Chi ha studiato matematica a livello universitario sa che da
quelle equazioni si evince che le onde previste da Maxwell viaggiano
alla velocità della luce e che le due parti della formula,
rappresentano due termini essenzialmente diversi.
La prima formula esprime infatti il campo di induzione e si
può notare che quest’ultimo decresce in ragione
del quadrato della distanza, mentre nella seconda formula, che
rappresenta il campo di radiazione, si può notare come
esso decresce in ragione della distanza semplice dalla sorgente.
Inoltre è possibile dedurre anche che il suo campo di
induzione è proporzionale alla corrente indipendentemente
dalla frequenza, mentre per il campo di radiazione è
necessario che la frequenza delle alternanze sia accelerata,
cioè che sia un’alta frequenza di vibrazione o,
radiofrequenza nel linguaggio dei nostri giorni.
Riflettendo su queste semplici osservazioni, risulta facile
comprendere che Maxwell fece qualcosa di più che dare
una veste matematica alle idee di Faraday sull’elettromagnetismo.
In realta' infatti, mise in grado Hertz di realizzare il suo
oscillatore a 1/2 onda, e quindi scoprire che le onde elettromagnetiche,
fino a quel momento solo ipotizzate, potevano essere effettivamente
generate, misurandone frequenza e velocita' di popagazione nell'aria,
ma non solo, permise inoltre a Marconi di creare il suo oscillatore
verticale in quarto d'onda quindi scoprire le leggi che governano
il fenomeno radioattivo del campo elettromagnetico.
In conclusione quindi, Hertz confermo' la validità della
Teoria di Maxwell, limitatamente alla prima parte della formula,
mentre Marconi ne confermo' la seconda parte.
La legge di Marconi
Si è appena detto che Hertz non potè confermare
la seconda formula di Maxwell, non perché non l’avesse
compresa ma perchè non esisteva nessuno strumento tecnico
che potesse consentirgli di confermare questa seconda ipotesi.
La conferma sperimentale della seconda formula di Maxwell e
la conoscenza del mezzo in cui le onde si propagavano e le leggi
sulla loro propagazione furono confermate dall’opera di
Marconi.
Nell’ estate del lontano 1895, Guglielmo Marconi, dopo
essere riuscito a raggiungere la portata di circa 2500 metri
grazie alla sua straordinaria capacita' di ottimizzare ai limiti
del possibile gli strumenti a quel tempo conosciuti, comprese
che per aumentare questo pur ragguardevole limite, se confrontato
con le poche decine di metri coperti dai ricercatori che erano
invece costretti a esplorare queste onde entro i limiti ristretti
del campo di induzione, doveva ottenere più energia irradiata
e questa dipendeva dalla potenza della scarica capacitiva presentata
dagli oscillatori.
Non rimaneva che tentare di aumentare drasticamente l’esigua
capacita elettrica dell’oscillatore e di conseguenza ottenere
delle onde di una lunghezza migliaia di volte superiore a quelle
sperimentate fino a quel momento: si doveva passare cioè dalle microonde alle onde decametriche.
Marconi dovette pertanto studiare una nuova sorgente elettromagnetica,
ed ebbe la felice intuizione di realizzare un oscillatore verticale
in quarto d’onda di notevoli dimensioni spaziali. Durante
la sua indagine sperimentale scoprì che esisteva una
stretta relazione fra l’altezza delle antenne verticali
e la portata di trasmissione dei segnali.
Nacque così la formula che gli permise di calcolare e
prevedere con precisione la portata di trasmissione, in base
all’altezza delle antenne ricetrasmittenti del suo sistema.
Nella “legge Marconi”, sopra riportata, "H"
rappresenta l’altezza delle antenne, "k"
un coefficiente numerico che poteva variare da 0,12 a 0,19,
a seconda della sensibilità del ricevitore e della costante
dielettrica della natura del terreno (questo era uno dei motivi
per cui Marconi nelle sue dimostrazioni sceglieva sempre dei
grandi tratti di mare) ed infine "D", rappresenta
la distanza da coprire. Nella formula il tutto è espresso
in metri.
Se si esegue un rapido calcolo, assumendo come coefficiente
numerico un valore medio, si trova che per superare la distanza
di 50 chilometri, nel Sistema Marconi era sufficiente una antenna
alta circa trenta metri.
Maxell
Guiglielmo
Marconi a bordo della nave Elettra
Alcuni
collegamenti effettuati da Marconi e riconoscimenti avuti da
più stati.
Nel
1899 inviò segnali radio in Francia attraverso la Manica
e nel 1901 realizzò la prima comunicazione attraverso
l'oceano Atlantico tra Poldhu, in Cornovaglia, e St John's,
nell'isola di Terranova (Canada).
Il suo sistema fu presto adottato dalle navi britanniche e italiane
e, verso il 1907, fu organizzato un regolare servizio pubblico
transatlantico di telegrafia senza fili. Nel 1909 Marconi ricevette
il premio Nobel per la fisica insieme col fisico tedesco Karl
Ferdinand Braun. Durante la prima guerra mondiale fu incaricato
di organizzare il servizio italiano di telegrafo senza fili,
e in quell'occasione mise a punto la trasmissione a onde corte
come mezzo di comunicazione segreta. Proseguì poi gli
esperimenti con le onde corte e cortissime e con le microonde,
anche in relazione a un loro possibile impiego in medicina.
Marconi fu nominato senatore nel 1914 e ricevette il titolo
di marchese nel 1929; ottenne inoltre la presidenza del Consiglio
nazionale delle ricerche e dell'Accademia d'Italia.
Guglielmo
Marconi nacque il 25 Aprile 1874 a Bologna e morì il
20 Luglio del 1937 a Roma.
Scienziato ed inventore, si compiacque del nome d'inventore
e tale fu anzitutto.
Il mondo deve a lui l'invenzione ed il graduale perfezionamento
della radio, che egli con una straordinaria abilità sperimentatrice,
ma anche con una fede e una volontà incrollabili seppe
sviluppare attraverso difficoltà dubbi ed anche derisioni.
Studiò privatamente; quando aveva vent'anni morì
il fisico Hertz e dalla lettura delle sue esperienze Marconi
prese l'ispirazione per quei lavori sulle onde elettromagnetiche
che dovevano poi occuparlo per tutta la vita. Egli sperimentò
anzitutto la trasmissione di segnali radio su distanze sempre
maggiori: prima fra un locale e l'altro della casa paterna poi
nei campi di Pontecchio.Anche per consiglio della madre, irlandese,
continuò le sue esperienze in Inghilterra: a 22 anni
depositò il suo primo brevetto.
L'anno successivo si costituì la compagnia Marconins
Wireless Telegraph and Signal Company: segue il primo salvataggio
a mezzo appello radio sulla Manica.
Nel
1901 viene sperimentata la trasmissione attraverso l' Atlantico:
la stazione trasmittente della potenza di 25 kW posta a Poldhu
Cove in Cornovaglia, disponeva come antenna di un insieme di
fili sospesi a ventaglio a una draglia sostenuta da due alberi
di 45 m. d'altezza: la stazione ricevente era a St. Johns di
Terranova dove un aquilone portava un'antenna di 120 m.