L'effetto serra rischia di soffocare il pianeta nei prossimi decenni: lo conferma un rapporto della commissione dell'Onu. La bozza del documento stabilisce una relazione diretta fra il surriscaldamento globale dovuto alle attivita' umane e una serie di anomalie meteorologiche che stanno causando tra l'altro lo scioglimento dei ghiacci dell'Artico. Per il rapporto, che sara' pubblicato fra un anno,ossia nel 2007 la temperatura dovrebbe aumentare fra 1,5 e 5,8 gradi entro fine secolo.
ONDE DI ROSSBY
Le onde di Rossby sono note anche come “onde planetarie” poichè si manifestano su larga scala, influenzado il clima anche di regioni molto distanti dal luogo dell’evento.
Per capire come funzioni partiamo con l’esaminare la direzione dei venti prevalenti che spirano dalle alte latitudini all’equatore. il motivo di una tale suddivisione è inanzitutto data dalla presenza di 3 celle circolatorie poste per entrambi i 2 emisferi. Se la terra non ruotasse su se stessa si ricontrerebbe una risalita meridiana delle correnti che dall’equatore risalirebbero al polo in quota, per poi sprofondare ai poli e ritornare in superficie verso l’equatore. Ma come ben sappiamo la terra ruotando su se stessa produce la cosidetta forza di Coriolis che è massima all’equatore e minima ai poli per il semplice fatto che è proprio l’equatore a girare più velocemente rispetto ai poli praticamente fissi. La forza di coriolis agisce sui venti che si spostano su scala planetaria, che vengono deviati verso destra nel nostro emisfero, verso sinistra nell’emisfero opposto.Il risultato di tutto ciò alle nostre latitudini sono le cosidette onde planetarie, meglio note come onde di Rossby, il flusso meridiano indotto il primis dalla differenza di energia termica che si crea tra l’equatore e i poli, per ovvi motivi di insolazione, subisce una deviazione Occidentale, mentre il flusso freddo discendente dalle alte latitudini dubisce una deviazione Orientale.
Tra le due grosse masse d’aria scorre in genere lo Jet Stream polare che trasporta il flusso perturbato occidentale e lo Jet Sream subtropicale
Il clima e il tempo atmosferico sono la stessa cosa?
no.
Il tempo atmosferico è questione di giorni, al massimo settimane, ed è oggetto di previsioni.
Le previsioni meteorologiche che diventano sempre meno attendibili man mano che ci si avventura nel futuro. Il clima, invece, è il tempo atmosferico medio, o per meglio dire una descrizione statistica del tempo nella media-lunga durata (100-300 anni). Il clima include anche gli eventi estremi, come una tempesta particolarmente intensa o una prolungata aridità, che si possono verificare nel periodo preso in considerazione. La climatologia è un po' come studiare le abitudini del pianeta, costituite dai tanti eventi particolari del tempo meteorologico. La meteorologia ci mette a conoscenza del luogo dove splenderà il sole, domani o la prossima settimana. Lo studio del clima, invece, non mira a stabilire se, per esempio, pioverà su Firenze il 15 gennaio del 2009 alle 16.30, ma se la quantità di pioggia che cadrà in dieci, venti o cento anni sulla regione toscana, aumenterà o diminuirà. La vita sulla Terra è fortemente influenzata dal tempo atmosferico e in generale dal clima. Il clima ha scolpito la superficie della Terra: dalle nude montagne e dagli aridi deserti alla lussureggiante e vitalissima vegetazione dei tropici. E soprattutto ha plasmato la vita dei suoi abitanti, così come ogni giorno vediamo che le condizioni atmosferiche agiscono sui costumi e le abitudini di milioni di persone in tutta la terra. L'andamento delle condizioni atmosferiche, e quindi dei fenomeni meteorologici, è in relazione anche con caratteristiche geografiche, umane o naturalistiche: c'è, quindi, un clima marittimo e continentale, un clima subtropicale, un clima arido o desertico, della tundra o della savana, un clima temperato caldo o freddo. Nella tradizione popolare e nell'opinione pubblica c'è spesso una difficoltà a distinguere la meteorologia dalla climatologia, confondendo non di rado condizioni meteorologiche con situazioni climatiche, oppure confondendo le anomalie meteorologiche con cambiamenti climatici.(meditate gente)
Eruzione del vulcano Pinatubo 1991
Il meccanismo della corrente del golfo
La corrente del golfo ha origine nell'America centrale e precisamente nel golfo del Messico. Dirigendosi verso Est, tocca le coste dell'Europa e piega verso Nord lambendo la Gran Bretagna, l'Islanda e la Finlandia. E' come un grande fiume che scorre nell'Oceano Atlantico alla velocità di quasi 5 Km\h. Le sue acque calde riscaldano l'atmosfera circostante e mitigano il clima delle terre costiere che lambiscono.
Le temperature del pianeta stanno crescendo?
Più o meno a partire dal 1860 si è registrata una crescita prima debole, poi via via più accentuata delle temperature medie terrestri. Una tendenza evidente, soprattutto se paragonata al freddo che aveva caratterizzato la precedente Piccola età glaciale. I climatologi discutono se la Terra sia più calda oggi o durante il periodo caldo medievale, quando in Inghilterra meridionale si coltivava la vite. Fatto sta che nel 1998 - un anno che rimarrà negli annali per l'eccezionale potenza di fenomeni meteorologici come El Niño e la Niña, per l'uragano Mitch e tutte le anomalie che hanno colpito il pianeta - il caldo sembra senza precedenti. Secondo il Goddard Institute for Space Studies della Nasa, infatti, la temperatura media della crosta terrestre raggiunge i 14,72 gradi centigradi, superando di 0,19 gradi il precedente record (del 1997). L'Hadley Center for Climate Prediction & Research, che studia il clima per conto del governo britannico, stima invece in 14,57 gradi la media dell'anno. Al di là di queste piccole differenze - gli americani considerano solo la superficie terrestre, i britannici anche la bassa atmosfera - quel che è certo è che il riscaldamento, già evidente nel corso degli anni Ottanta dello scorso secolo, quando viene lanciato l'allarme, accelera durante i novanta. Le annate più calde sono tutte successive al 1987: dopo il 1998 viene il 2001, poi il 1997, il 1995, e così via. Solo l'eruzione nelle Filippine del Monte Pinatubo, nel giugno del 1991, interrompe provvisoriamente la crescita delle temperature. Il fumo emesso dal vulcano, infatti, arriva nella stratosfera, a quaranta chilometri di altitudine, e una cintura di polveri circonda la Terra filtrando la luce del Sole. Sia il 1992 che il 1993 risentono di questo "oscuramento" con temperature medie lievemente più basse, poi, a partire dal 1994, l'effetto Pinatubo scompare. Ma più importante di questi record annuali è un altro dato: rispetto alla fine dell'Ottocento, infatti, la Terra è oggi più calda di 0,6 gradi. Mai, a quanto pare, una simile variazione delle temperature è avvenuta in così breve tempo: semplice fluttuazione naturale o cambiamento indotto dall'uomo?
Inverno anomalo del 2007
La fase invernale del 2006/07 e stata una delle più calde degli ultimi 150 anni, proprio quest'anno abbiamo visto fuoriture premature di piante come la mimosa ecc, per poi non parlare dello sviluppo premarturo di colture agricole come il grano ecc. Pertanto le prime gelate avute in questi giorni porteranno danni a tutto cio chdoveva svilupparsi e/o maturare in un periodopiù tardo. Tuttavia non dobbiamo escludere il fatto che l'inverno non è ancora finito e secondo i modelli matematici avremo un mese di febbraio all'insegna del freddo con vari episodi precipitati tali da danneggiare ancora le nostre colture.(27.01.2007)
Non esistono più le mezze stagioni
La glaciazione prossima ventura.
Studi effettuati da centri di ricerca americani asseriscono che il clima sta cambiando rapidamente e che l'effetto-serra darà vita inizialmente ad un progressivo riscaldamento del pianeta, con conseguente aumento delle precipitazioni nelle zone montuose ed una progressiva siccità nelle zone costiere, cosa che porterà la Terra ad un tale raffreddamento che renderà l'Europa del 2020 simile alla Siberia. Una glaciazione, quindi, che, stando alle esternazioni delcentro di ricerca, avrà inizio nel 2010. Infatti con l’aumento dall’effetto serra e col conseguente scioglimento dei ghiacci, si dovrebbe avere il collasso della circolazione delle correnti marine, cosa che farà cambiare il clima facendolo impazzire e renderà presumibile quanto affermato sopra.
Non solo, quindi, dei dati alla mano, ma anche una data precisa. O quantomeno plausibile, affermano.
Ora, è già abbastanza difficile rendersi conto di ciò che sta succedendo al nostro povero pianeta con tutto quello che gli stiamo combinando: effetto serra, inquinamento, deforestazione, nuclearizzazione... E' già abbastanza vago l'impegno preso dai grandi paesi industrializzati che tramite il protocollo di Kyoto promettono che entro una data da definirsi si organizzeranno per diminuire le quote di CO2 emessa... E' già abbastanza imprevedibile di per sé lo studio del clima fra Nino, corrente del Golfo, Monsoni, che non si sa mai neanche che tempo farà domani ed è sempre più vero il luogo comune: non esistono le mezze stagioni, non si sa più come vestirsi. Come si fa ad essere così sicuri di un qualcosa che avverrà forse, chissà ma può essere, nel 2010?? Ed anche fosse, perché tutto questo allarmismo?
Il fenomeno delle glaciazioni è stato estremamente oscillatorio: gli ultimi 3 milioni di anni sono stati caratterizzati dall'alternarsi di diverse epoche glaciali e periodi di riequilibrio climatico. Quella che rimane impressa a tutti è la cosiddetta Grande Glaciazione che è iniziata 100.000 anni fa ed ha raggiunto il suo culmine 18.000 anni fa. Allora, circa il 30% delle terre emerse era ricoperto dai ghiacci contro l'attuale 10%. Niente quindi di particolarmente catastrofico: gli animali e le piante sono sopravvissuti, mi pare. Forse l'era glaciale non si è ancora conclusa, forse viviamo in un periodo di transizione fra due epoche glaciali, ma di certo non lo potremo scoprire in soli 10 anni!!! I ghiacciai che ricoprivano molti dei paesi oggi completamente privi di ghiaccio arrestarono la loro avanzata 12.000 anni fa. Il clima e l'estensione dei ghiacciai si sono stabilizzati circa 6000 anni fa. La geologia è molto lenta. Anche se l'uomo ha strapazzato questo nostro povero pianeta accelerando molti eventi e rallentandone altri, non può tuttavia fare in 10 anni quello che la natura ha fatto in 6000! E soprattutto non c'è geopolitico degno di questo nome e dei suoi studi che può venirmi a dire che la prossima glaciazione inizierà fra 10 anni.